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La Brigata Sassari al comando della missione di pace nel Libano meridionale in uno scenario di guerra.
Il ritorno dei fanti sardi nel delicatissimo scenario del Libano meridionale segna un momento cruciale per la Brigata Sassari che assume oggi la guida della missione di pace sotto l’egida dell’Onu in un quadro operativo tornato prepotentemente al centro di un violento scenario di guerra.
I caschi blu della Sassari si trovano infatti a operare lungo la complessa fascia cuscinetto al confine con Israele proprio mentre l’esercito israeliano ha lanciato un massiccio attacco su Beirut colpendo duramente le forze di Hezbollah e inviando ordini di evacuazione di massa per i villaggi situati nella parte meridionale del Paese dove proprio nei giorni scorsi sono atterrati i nostri militari.
In questo contesto di altissima tensione i Dimonios stanno portando a termine il loro dispiegamento nelle basi Unifil dopo aver concluso le operazioni di partenza dall’Isola e preso ufficialmente possesso dei compound destinati al contingente; la Brigata Sassari assume così la responsabilità del settore Ovest della missione nell’ambito della delicata operazione Leonte la quale viene coordinata dal comandante dei Dimonios ovvero il generale Andrea Fraticelli che si trova ora alla guida di ben 2.800 caschi blu tra i quali si contano mille italiani e oltre 500 soldati appartenenti alla gloriosa Sassari.
I militari sardi risultano super impegnati in queste ore frenetiche per allestire ogni dettaglio della nuova missione e dal Comando non giungono notizie preoccupanti poiché il contingente della Brigata sta bene e ogni uomo si trova in ottime condizioni fisiche e morali oltre che pronto a operare sul campo con professionalità sotto l’egida dell’Onu; la quotidianità operativa è attualmente scandita dal rombo dei jet israeliani che passano sopra le teste dei militari sardi mentre sono diretti verso Beirut per colpire gli obiettivi individuati nella capitale libanese dove sono stati presi di mira i vertici di Hezbollah. Nonostante la complessità del momento e la vicinanza geografica con i villaggi oggetto di evacuazione i nostri fanti sardi confermano la loro solidità e la capacità di presidiare una delle aree più instabili del Medio Oriente con l’obiettivo di mantenere la pace in un territorio dove la storia e il conflitto tornano a incrociarsi pericolosamente.