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Nel pomeriggio di ieri è stato rimosso il grande Ficus schiantato in viale Sant’Avendrace, ultimo superstite dello storico filare che un tempo caratterizzava la via. L’albero, sottoposto a regolare valutazione di stabilità, era classificato in “classe C” (propensione al cedimento moderata) e non presentava segni evidenti di criticità.
Il patrimonio verde cittadino conta oltre 21mila alberi lungo le strade e più di 10mila all’interno dei parchi. Per garantirne la sicurezza e la tutela, il Comune ha avviato un censimento completo con classificazione di terzo livello, la più analitica. Sono già state compilate più di 12mila schede di valutazione (VTA), con validità triennale e aggiornamenti periodici.
Come accaduto in passato per il caso di piazza Ingrao, anche stavolta sono state attivate le procedure di verifica fitopatologica in collaborazione con i ricercatori del Dipartimento di Agraria dell’Università di Cagliari, convenzionati con il Servizio Parchi, verde e gestione faunistica. L’obiettivo è individuare eventuali segni di malessere non rilevabili a occhio nudo.
Attualmente, sul territorio comunale risultano 202 alberi classificati in “classe D” (gravità estrema) e 176 in “classe C/D” (gravità elevata). Si tratta in gran parte di Ficus, Pini d’Aleppo e Jacarande, costantemente monitorati e inseriti nei piani di messa in sicurezza.
«Verosimilmente – ha spiegato l’assessora Luisa Giua Marassi – il breve ma intenso temporale estivo di ieri (venerdì 29 agosto 2025), con un violento scroscio d’acqua, ha appesantito in maniera improvvisa la chioma del Ficus, determinandone la frattura. Si è trattato di un evento inaspettato e imprevedibile. I tecnici, gli agronomi e i consulenti sono comunque al lavoro per effettuare tutte le verifiche necessarie».
Non sono mancate le reazioni critiche. Il giornalista Marcello Polastri, autore delle foto dell’abbattimento, ha commentato sui social: «Complimenti a chi, poco fa a Cagliari, ha tagliato l’ultimo albero di viale Sant’Avendrace in questa maniera così assurda. Ma… salvare il salvabile, non era proprio possibile?». La caduta del Ficus riaccende dunque il dibattito sulla gestione del verde urbano e sulla necessità di coniugare sicurezza e salvaguardia del patrimonio arboreo storico della città.