Selargius. Lo strano caso dei ritrovamenti archeologici nel cantiere di via Atene. Lo studioso Desogus: “mi è stato negato l’accesso. Perchè?”
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Nel parco di Molentargius c’è un edificio particolare, sapete a che cosa serviva?
L’idrovora del Rollone aveva una funzione specifica all’interno del parco di Molentargius: sapete a che cosa serviva?
L’idrovora del rollone, memoria industriale e cuore idraulico del parco di Molentargius.
Nel parco di Molentargius c’è un edificio particolare: l’Idrovora del Rollone, un’imponente struttura che oggi si staglia silenziosa nel paesaggio, ma che in passato ha avuto un ruolo centrale nella gestione delle acque delle ex saline; costruita per il movimento e il controllo dei livelli idrici, faceva parte di un articolato sistema idraulico che permetteva di alimentare stagni e canali, regolando le acque necessarie alle attività produttive legate all’estrazione del sale. La sua funzione era precisa e vitale: l’edificio, situato al centro delle ex-saline di Molentargius, ospita tre pompe elettriche, di cui una ancora funzionante, progettate per prelevare l’acqua dalle vasche, convogliarla negli stagni o al mare e alimentare le vasche salanti tramite paratoie e collegamenti ai canali, garantendo il corretto flusso d’acqua tra gli ambienti produttivi. L’idrovora sfruttava una ruota di Archimede, chiamata Su Rulloni, azionata inizialmente da animali, poi da macchine a vapore e, in epoche più recenti, da motori a scoppio ed elettrici; il timpano era dotato di secchi che pescavano l’acqua da una canaletta in basso e la convogliavano in una canaletta più in alto, permettendo così l’irrigazione delle vasche di evaporazione e delle saline come la Bellarosa Maggiore, Molentargius, lo Stagno di Quartu e di Cagliari e Perda Bianca.
L’origine del nome Rollone sembra legata al rullo utilizzato per spianare la superficie dei bacini, ma anche alla forma delle vecchie idrovore a vapore che ricordavano grosse ruote. Accanto all’Idrovora, oggi ristrutturata, si trovano una centralina elettrica con cabina di distribuzione e l’edificio che ospitava i salinieri; sulla sponda opposta del canale si staglia un grande edificio anch’esso ristrutturato, un tempo baracca dei prigionieri condannati ai lavori forzati nelle saline. Completano il complesso gli imponenti nastri trasportatori che servivano a creare il cumulo di sale, diventati uno dei simboli più riconoscibili delle saline di Molentargius, testimonianza di un passato industriale che oggi convive armoniosamente con uno degli ambienti naturali più estesi e frequentati della città di Cagliari, offrendo ai visitatori non solo un patrimonio paesaggistico, ma anche una lezione di storia e ingegneria idraulica.