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Resta alta la tensione a Olbia dopo il pomeriggio di terrore vissuto ieri, 10 febbraio, quando una furia cieca e apparentemente senza movente ha travolto passanti, lavoratori e persino animali tra le vie del centro. Il bilancio è drammatico: due persone ferite, di cui una in gravi condizioni, e un cucciolo di appena sette mesi ucciso barbaramente.
L’escalation è iniziata intorno a metà pomeriggio in via dei Lidi. L’aggressore, un 26enne di origini tunisine con numerosi alias e già noto alle forze dell’ordine, ha fatto irruzione in un centro massaggi orientale. Impugnando un paio di forbici, ha colpito al collo una dipendente di 39 anni. Fortunatamente, la lama ha causato solo una ferita superficiale e la donna è stata già dimessa dall’ospedale Giovanni Paolo II.
Ma era solo l’inizio. L’uomo si è poi spostato verso piazza Crispi, dove ha incrociato una guardia giurata di 45 anni in servizio davanti a un supermercato. Senza alcun preavviso, l’aggressore lo ha colpito alle spalle, mirando nuovamente alla gola.
Le condizioni del vigilante sono apparse subito critiche. Dopo un primo ricovero in codice rosso a Olbia, i medici ne hanno disposto il trasferimento d’urgenza in elicottero all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla gola. La prognosi resta riservata.
Pochi istanti dopo l’aggressione al vigilante, il 26enne si è scagliato contro un bersaglio indifeso: Calaceo, un cucciolo di cane di soli sette mesi che si trovava sotto il tavolino di un bar in via Roma insieme al proprietario. Nonostante l’intervento eroico di una passante, che ha tentato di fermare il folle lanciandogli un vaso in testa, il cane è stato raggiunto da diversi fendenti. Calaceo è morto poco dopo in clinica veterinaria, nonostante i tentativi disperati dei medici di salvarlo.
Il panico è terminato solo grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile e della stazione di Porto Rotondo. I militari, allertati da decine di chiamate al 112, sono riusciti a immobilizzare l’uomo, che si trovava in evidente stato di alterazione.
L’aggressore è stato arrestato in flagranza con l’accusa di tentato omicidio. Le indagini, coordinate dalla Procura di Tempio Pausania, mirano ora a chiarire il movente di questa esplosione di violenza gratuita. Intanto, in città monta la rabbia: i volontari del rifugio Lida, che hanno soccorso il piccolo Calaceo nei suoi ultimi istanti, chiedono giustizia e massima fermezza per un episodio che ha ferito profondamente l’intera comunità gallurese.