Terremoto sulla Fondazione Mont’e Prama: 11 indagati. La Procura scava su appalti e gestione del sito
Blitz della Guardia di Finanza in tutta Italia: la Procura di Cagliari ipotizza corruzione e appalti truccati nella gestione del patrimonio archeologico.
canale WhatsApp
Uno dei simboli più prestigiosi dell’identità sarda finisce al centro di una tempesta giudiziaria. La Procura di Cagliari ha dato il via a una massiccia operazione di polizia giudiziaria che ha visto i militari della Guardia di Finanza impegnati in perquisizioni e sequestri simultanei su scala nazionale. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla sostituta procuratrice Rossana Allieri, vi sono presunte irregolarità, fenomeni corruttivi e frodi ai danni di amministrazioni pubbliche legati alla gestione della Fondazione Mont’e Prama.
Il registro degli indagati conta attualmente undici nomi, chiamati a rispondere a vario titolo di reati pesanti: corruzione, turbativa d’asta e falso documentale. Gli inquirenti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Oristano, delegati dalle autorità cagliaritane, stanno scavando su un presunto sistema di manipolazione delle risorse pubbliche destinate alla valorizzazione dei Giganti di Cabras.
Tra le figure di spicco coinvolte figurano il giornalista Anthony Muroni, attuale presidente della Fondazione, e l’imprenditore Raimondo Schiavone, noto manager culturale e fondatore di Opificio Innova. Le indagini puntano a fare luce sulla trasparenza delle procedure di assegnazione degli appalti e sulla gestione dei fondi destinati a uno dei siti archeologici più rilevanti del Mediterraneo.
Non si è fatta attendere la replica di Anthony Muroni che, attraverso una nota diffusa oggi, 21 febbraio 2026, ha voluto rassicurare collaboratori e cittadini. “Affronto questa fase con la massima serenità e piena disponibilità verso l’autorità giudiziaria”, ha dichiarato Muroni, sottolineando come l’iscrizione nel registro degli indagati sia un atto tecnico necessario per l’accertamento della verità. “Sono certo che la mia totale correttezza e l’integrità del mio operato emergeranno rapidamente”.
Mentre l’inchiesta prosegue per definire le responsabilità individuali, resta l’incognita sull’impatto che questa vicenda avrà sull’immagine internazionale della Fondazione Mont’e Prama. La magistratura dovrà ora stabilire se la gestione di questo inestimabile patrimonio pubblico sia stata effettivamente inquinata da interessi privati o se, come sostenuto dagli indagati, si tratti di un equivoco procedurale che verrà presto chiarito nelle sedi competenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA




