Quel che resta di un cane. Di lei non si sa nulla: sono le sue condizioni a raccontarne l’inferno subito
"Noi li accogliamo e cerchiamo di ridarli alla vita, ma oltre non possiamo andare, noi non possiamo intervenire sulle persone, dice Cosetta Prontu, responsabile della struttura olbiese I Fratelli Minori.
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Del suo passato non si sa nulla, si può solo immaginare. Le sue condizioni parlano senza bisogno di proferire verbo: Ola, accolta al rifugio Lida di Olbia qualche giorno fa, è scheletrica, terrorizzata, agitatissima, riesce a rilassarsi solo quando prende sonno. Un’altra mostruosità creata dall’unica vera bestia, l’uomo. La cagnetta non è abituata a condividere niente e difende il suo cibo e la sua cuccia come se si trattasse di dover sopravvivere contro tutto e tutti. Chissà in che atroci condizioni viveva.

“Noi li accogliamo e cerchiamo di ridarli alla vita, ma oltre non possiamo andare, noi non possiamo intervenire sulle persone, dice Cosetta Prontu, responsabile della struttura olbiese I Fratelli Minori. L’abbiamo chiamata Ola, per noi emblema dell’olocausto che ogni giorno viene perpetrato nei confronti degli animali, un problema immenso e vergognoso per una nazione evoluta, su cui prima o poi lo Stato dovrà mettere mano seriamente, lavorando in silenzio e a testa bassa”.
“La nostra associazione da oltre vent’anni si occupa di benessere animale e sappiamo bene come muoverci e chi di dovere viene sempre messo a conoscenza di questi crimini a danno degli animali. Ora però abbiamo necessità di cibo, umido a/d della Hill’s e crocchette mini starter della Royal Canin. Questo è il cibo che lei mangia. Ringraziamo di cuore chi ci aiuterà”, aggiunge la volontaria.
Per info e contatti:
3334312878 – [email protected]
Estremi per donazione http://www.lidasezolbia.it/donazioni/
Per spedizione aiuti:
LIDA Sez. Olbia – rifugio I Fratelli Minori
Località Colcò n. 13 – 07026 Olbia (SS)
Codice Fiscale 5×1000 01976050904
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Sicurezza, dopo i fatti di Crans Montana, anche a Cagliari scatta il “giro di vite”: «Molti locali ancora non a norma»

Dopo i fatti di Crans-Montana, il Prefetto annuncia controlli a tappeto. Intervista all'Ing. Enrico Capra: «Molti locali non sono a norma, non si può più giocare con la vita delle persone».
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La tragedia di Crans-Montana ha segnato un punto di non ritorno anche per la Sardegna. A Cagliari, il recente vertice in Prefettura ha delineato una strategia di rigore assoluto per i locali pubblici, puntando all’obiettivo “Tragedia Zero”. Abbiamo analizzato la situazione con l’ingegner Enrico Capra, esperto in sicurezza sul lavoro e consulente per il settore dell’intrattenimento, per capire cosa stia cambiando realmente per i gestori e per i frequentatori della movida isolana.
Ingegner Capra, il piano del Prefetto Dessì prevede controlli serrati e un focus totale sull’antincendio. Dal suo osservatorio tecnico, qual è lo stato di salute dei locali cagliaritani?
«Con la massima sincerità professionale, devo ammettere che, purtroppo, molti locali non sono perfettamente a norma. Spesso non accade per malafede, ma per una sottovalutazione del rischio o per il ricorso a consulenze superficiali. Il piano annunciato dal Prefetto arriva in un momento cruciale: sono certo che l’immane tragedia di Crans-Montana servirà finalmente ad aprire gli occhi a chi di dovere. Non si può più giocare con la sicurezza delle persone».
Le istituzioni parlano di una “responsabilizzazione straordinaria”. Significa che le attuali leggi non bastano?
«In realtà le leggi, soprattutto quelle antincendio, ci sono e sono chiare. Quello che è mancato a volte è il senso di urgenza nell’applicarle. Ora i controlli coordinati tra Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e Ispettorato del Lavoro sono la risposta concreta. Questa responsabilizzazione deve trasformarsi in azioni immediate: verifiche impiantistiche e formazione seria del personale. Da padre, prima ancora che da professionista, e da titolare della “De Gioannis Antincendio e Sicurezza”, dico che è l’unica strada per permettere ai nostri figli di divertirsi in serenità».
Cosa rischia oggi un imprenditore del settore che sceglie di non adeguarsi tempestivamente?
«Rischia il futuro della sua attività, ma soprattutto la vita dei suoi clienti. Il mio consiglio pratico è di non aspettare che siano i controlli a bussare alla porta: fatevi trovare pronti. Investire in sicurezza oggi non è un costo, è l’unica garanzia. Questo momento storico deve segnare una svolta definitiva e noi professionisti siamo qui per supportare questo cambiamento con competenza e con la passione di chi, ogni giorno, ci mette la faccia».
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