L’abbraccio tra due miti di Sardegna: Gigi Riva e Benito Urgu alla premier del film dedicato al grande calciatore

Il comico sardo Benito Urgu non si è fatto sfuggire l'occasione per partecipare alla premier del film dedicato all'amico Gigi Riva: "Tantissima emozione per Gigi, avvolto dall'amore di tutti. Lacrime, applausi, abbracci e infinita gratitudine per "Rombo di Tuono" il nostro Re!".
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Il comico sardo Benito Urgu non si è fatto sfuggire l’occasione per partecipare alla premier del film “Nel nostro cielo un rombo di tuono” dedicato all’amico Gigi Riva, intramontabile mito calcistico ( e non solo) per ogni sardo.
Sulla sua pagina Facebook ha così commentato l’incontro, avvenuto al Teatro Massimo pochi giorni fa:
“Una giornata davvero speciale, al teatro Massimo di Cagliari c’è stata la premier del film documentario dedicato al grande Gigi Riva, il nostro mitico Gigi che festeggiava anche il suo 78° compleanno! Una serata memorabile, tanta, tantissima emozione e c’era anche Gigi, avvolto dall’amore di tutti. Lacrime, applausi, abbracci e infinita gratitudine per “Rombo di Tuono” il nostro Re!”.
Questa foto che li ritrae insieme non può non emozionare.

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La storia della giovanissima Silvia Giada Casu, che partecipa alla processione delle Scalze a Cabras in onore della madre scomparsa

Questa mattina a Cabras, Silvia Giada Casu, 14 anni, ha partecipato alla processione delle Scalze in onore della madre scomparsa, Rita Carrus. Un gesto di devozione e memoria che commuove e ispira: la fede e il legame tra madre e figlia che continuano a vivere attraverso la tradizione. ✨ Scopri la sua toccante storia e come la passione della madre le ha insegnato a portare avanti la speranza.
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Questa mattina, a Cabras, Silvia Giada Casu ha preso parte alla celebre processione delle Scalze, un gesto straordinario di devozione e memoria. La ragazzina, ora quattordicenne, ha deciso di partecipare all’evento in onore della madre, Rita Carrus, scomparsa cinque anni fa a soli 45 anni a causa di un tumore.
All’epoca, Silvia Giada aveva solo 9 anni e la malattia aveva strappato la madre al suo affetto nel pieno della pandemia di Covid-19, costringendo Rita a trascorrere gli ultimi giorni in ospedale lontana dagli abbracci della figlia. Nonostante il dolore e la solitudine, Rita aveva trasmesso a Silvia Giada una passione speciale: l’amore per la tradizione e per la fede. Sin da piccolissima, infatti, la madre la portava con sé alle processioni locali, insegnandole il rispetto e la devozione per il santo.
Oggi, partecipando alla processione come voto e tributo alla madre, Silvia Giada trasforma quel legame in un gesto pubblico di amore, memoria e speranza. La storia ci è stata raccontata dalla zia Eva Ennas, che ha sottolineato come il filo invisibile tra madre e figlia continui a vivere attraverso la fede, la tradizione e la memoria, commuovendo chi assiste a questo momento di profonda emozione.
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