Cagliari: ecco gli autovelox di febbraio. Il calendario completo
La Polizia Municipale di Cagliari ha reso noto il calendario del posizionamento degli autovelox per il mese di febbraio 2019
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Rilevamento della velocità a Cagliari nel mese di febbraio 2019. Per fare in modo che la velocità venga moderata e che diminuisca il numero di incidenti stradali, il Corpo Polizia Municipale di Cagliari ha reso noto il seguente calendario indicante i giorni e i luoghi in cui saranno operativi gli strumenti di controllo della velocità per il mese di febbraio 2019:
- 4 lunedì, via Lungosaline 9,00-13,00
- 5 martedì, viale Monastir 14,30-18,00
- 6 mercoledì, via Lungosaline 9,00-13,00
- 8 venerdì, strada arginale Terramaini 9,00-13,00
- 11 lunedì, via Lungosaline 9,00-13,00
- 12 martedì, Asse Mediano 14,30-18,00
- 13 mercoledì, via Lungosaline 9,00-13,00
- 15 venerdì, Asse Mediano 9,00-13,00
- 18 lunedì, strada arginale Terramaini 9,00-13,00
- 19 martedì, Asse Mediano 14,30-18,00
- 20 mercoledì, via Lungosaline 9,00-13,00
- 22 venerdì, viale Monastir 14,30-18,00
- 25 lunedì, via Lungosaline 9,00-13,00
- 26 martedì, viale Diaz 14,30-18,00
- 27 mercoledì, strada arginale Terramaini 9,00-13,00
È opportuno rammentare che l’articolo 142 del Codice della Strada prevede sanzioni in caso di superamento dei limiti di velocità.
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L'”era glaciale” sarda: in Sardegna la testimonianza di un’antichissima glaciazione

Quando la Sardegna era sotto il ghiaccio: i segreti dell'"era glaciale" sarda.
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Immaginate il Sud della Sardegna non come il paradiso solare che conosciamo, ma come un lembo di terra ghiacciato ai confini di un supercontinente, circondato da mari percorsi da iceberg giganti. Non è la trama di un film di fantascienza, ma la realtà geologica di 445 milioni di anni fa, sul finire del periodo Ordoviciano.
A guidarci in questa straordinaria ricostruzione è il paleontologo Daniel Zoboli, che spiega come il Sulcis-Iglesiente conservi ancora oggi le prove di una delle più grandi glaciazioni della storia terrestre, un evento che scatenò una delle più significative estinzioni di massa del pianeta.

A) Posizione delle masse continentali e dell’area che diventerà la Sardegna (punto rosso) verso la fine dell’Ordoviciano Superiore; B) Iceberg attuale; C) Siltiti con clasti di origine glaciale (dropstone), Ordoviciano Superiore (Formazione di Rio San Marco), Serra Giomaria (Domusnovas), Museo PAS-E.A. Martel di Carbonia (foto D. Zoboli, 2018). Elaborazione grafica di Daniel Zoboli
All’epoca, le aree marine che oggi formano la Sardegna si trovavano nel margine settentrionale del Gondwana, un enorme blocco continentale situato a latitudini molto diverse dalle attuali. Mentre oggi le prove più evidenti di quel freddo estremo si trovano nelle valli scavate dai ghiacciai tra le dune del deserto dell’Africa settentrionale, la Sardegna rivendica il suo ruolo di “testimone oculare” grazie alle rocce del suo sottosuolo.
Il cuore della scoperta si trova nel territorio di Domusnovas. Qui affiora la cosiddetta “Formazione di Rio San Marco”. «Si tratta di sedimenti fini marini che, nella parte alta della successione, presentano rari livelli di conglomerati e arenarie grossolane», spiega Zoboli. Questi strati sono stati interpretati dai geologi come sedimenti glacio-marini, del tutto simili a quelli ritrovati in Francia, Spagna e Africa.
La prova regina è costituita dai dropstone. Ma cosa sono esattamente? Durante la fase glaciale, enormi iceberg si staccavano dalle calotte del Gondwana e andavano alla deriva nel mare. Questi blocchi di ghiaccio portavano con sé un “carico” di sassi e detriti raccolti sulla terraferma. Una volta sciolti in mare aperto, gli iceberg rilasciavano questi ciottoli che precipitavano sul fondale fangoso (costituito da siltiti), incastonandosi nei sedimenti fini.
Riferimenti – Leone F., Hamman W., Laske R., Serpagli E. & Villas E. (1991). Lithostratigraphic units and biostratigraphy of the post-sardic Ordovician sequence in south-western Sardinia. Bollettino della Società Paleontologica Italiana, 30 (2): 201-235.
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