Crolla il soffitto dell’Ospedale Santa Barbara di Iglesias: la denuncia di Mauro Pili
Iglesias: Ospedale Santa Barbara. Mauro Pili pubblica foto e la denuncia: "Stanno facendo crollare a pezzi un ospedale nuovo, ormai abbandonato a se stesso dalla negligenza e l'incuria di un governo regionale che sta portando al disastro la Sanità sarda e del Sulcis. (...) Un danno erariale per devastazione e abbandono di una struttura pubblica di cui i responsabili devono essere chiamati a risponderne"
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Crolla a pezzi l’Ospedale Santa Barbara di Iglesias: nel laboratorio analisi frana il soffitto.
A pubblicare foto e denuncia è il deputato di Unidos Mauro Pili attraverso il suo profilo Facebook: “Stanno facendo crollare a pezzi un ospedale nuovo, ormai abbandonato a se stesso dalla negligenza e l’incuria di un governo regionale che sta portando al disastro la Sanità sarda e del Sulcis.
Si passa dai black out del Sirai ai crolli, sempre ieri, di una parte consistente del soffitto del laboratorio analisi. Siamo all’abbandono e all’incuria totale di una struttura pubblica devastata dalle scelte attuate da una malsana politica sanitaria che ha portato a cancellare servizi e opportunità facendo prevalere interessi e clientelismo. E’ semplicemente inaccettabile che una struttura sanitaria possa crollare a pezzi come sta accadendo per l’ospedale Santa Barbara senza che niente venga fatto per metterla in sicurezza e soprattutto venga individuata una funzione in grado di evitare uno spreco infame come quello che sta avvenendo con la distruzione di quello stabile
Tutto questo al piano terra affianco al 118. In ogni piano, però, i segni di cedimento della struttura sono evidenti e il tutto viene ignorato da manager e pseudo politici. Un danno erariale per devastazione e abbandono di una struttura pubblica di cui i responsabili devono essere chiamati a risponderne”.
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Cagliari, minaccia il fratello con un coltello dopo anni di violenze: arrestato 49enne

L'intervento dei Carabinieri sventa la tragedia in un'abitazione della città: l'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è stato trasferito nel carcere di Uta.
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Un dramma familiare che si trascinava da anni, tra percosse, minacce e suppellettili distrutte, è culminato nella serata di ieri in un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze fatali. Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile ha evitato il peggio, mettendo fine a un’escalation di violenza che teneva sotto scacco un’intera abitazione.
Tutto è iniziato con una chiamata disperata al 112. All’arrivo dei militari nell’appartamento segnalato, la scena era ancora carica di tensione: un 49enne cagliaritano, disoccupato e già noto agli archivi della polizia, è stato sorpreso mentre inveiva furiosamente contro il fratello convivente.
L’ultima lite, scaturita per motivi “futili”, è degenerata rapidamente: l’uomo avrebbe impugnato un coltello da cucina, puntandolo contro il congiunto. Una minaccia diretta che ha spinto la vittima, ormai allo stremo, a richiedere l’intervento immediato delle forze dell’ordine.
Le indagini condotte dai Carabinieri subito dopo il fermo hanno scoperchiato un vaso di Pandora fatto di soprusi sistematici. Quello di ieri non era che l’ultimo atto di un quadro di grave disagio familiare che durava da anni. Secondo quanto ricostruito, la vittima era sottoposta a una costante pressione psicologica e fisica: vessazioni e intimidazioni quotidiane; percosse mai denunciate prima per timore di ritorsioni; danneggiamenti continui all’interno delle mura domestiche, con mobili e oggetti d’uso comune distrutti durante i frequenti scatti d’ira del 49enne.
Una volta messo in sicurezza il coltello e bloccato l’aggressore, i militari hanno condotto l’uomo in caserma per le formalità di rito. Considerata la gravità dei fatti e la pericolosità del soggetto, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, è scattato il trasferimento presso la Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Uta. L’uomo dovrà ora rispondere delle accuse di maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata. Per la vittima, rimasta sotto shock ma fortunatamente illesa, si chiude un capitolo di terrore.
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