Martedì la Camusso a Cagliari, la visita del segretario della CGIL in una terra in piena emergenza occupazione.
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Le città dell’Isola hanno sempre mantenuto uno sviluppo diverso rispetto alle grandi metropoli internazionali. Eppure anche qui non mancano edifici che spiccano per altezza e che nel tempo sono diventati punti di riferimento nel panorama urbano.
Il primato spetta al Grattacielo Nuovo di Sassari, il più alto in assoluto dell’Isola. Realizzato negli anni Sessanta su progetto dell’architetto Fernando Clemente, raggiunge i 19 piani e circa 80 metri di altezza, che diventano ancora di più se si considerano le antenne. Sorge nel pieno centro cittadino e fin dalla sua costruzione ha suscitato discussioni per il forte contrasto con l’ambiente storico circostante.
A seguire troviamo il T-Hotel di Cagliari, una struttura moderna che si distingue chiaramente nel panorama della città. Alto oltre 60 metri, questo edificio nasce dal recupero di una costruzione abbandonata ed è stato trasformato in un albergo di alto livello. Oggi è uno degli elementi più riconoscibili dello skyline del capoluogo e rappresenta un esempio di riqualificazione urbana riuscita.
Il terzo posto è condiviso da due edifici molto diversi tra loro ma simili per altezza, entrambi intorno ai 50 metri. Da una parte c’è la Torre Ovest del cosiddetto Palazzaccio di Olbia, un edificio che si affaccia sul porto e che per anni è stato uno dei più visibili della città, oggi oggetto di interventi di recupero. Dall’altra troviamo la cupola della Basilica di Bonaria a Cagliari, un importante luogo religioso che, oltre al valore spirituale, colpisce anche per le sue dimensioni imponenti.
Queste costruzioni non raggiungono le altezze estreme delle grandi città del mondo, ma raccontano comunque una parte significativa della crescita urbana della Sardegna. Ognuna di esse rappresenta un’epoca diversa e un modo differente di costruire e vivere lo spazio cittadino.
In definitiva, anche senza grandi grattacieli, l’Isola conserva i suoi edifici simbolo che si distinguono nel paesaggio e contribuiscono a definire l’identità delle città. Sono segni visibili di cambiamento e sviluppo che, pur restando contenuti nelle dimensioni, continuano a raccontare la storia della Sardegna moderna.