Addio “Signor Bruno”: l’Università di Cagliari piange lo storico custode della Cittadella dei Musei
Ben più di un dipendente, Bruno Garau è stato per decenni l'anima del Dipartimento di Arte e Archeologia. Il ricordo commosso di generazioni di studenti.
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Esistono figure capaci di diventare parte integrante dell’identità di un luogo, trasformando un ufficio o un corridoio in una “casa”. L’Università di Cagliari e le migliaia di studenti che hanno incrociato il suo cammino sono in lutto da pochi giorni per la scomparsa di Bruno Garau, storico pilastro del Dipartimento di Archeologia presso la Cittadella dei Musei.
Per tutti era semplicemente “Signor Bruno”. Classe 1956, Bruno Garau ha rappresentato per anni molto più di un addetto alla custodia: è stato un volto familiare, una certezza quotidiana per intere generazioni di universitari e accademici. Dalle matricole smarrite al loro primo giorno, fino ai docenti più autorevoli, chiunque frequentasse il polo museale sapeva di poter contare sulla sua disponibilità e su una cortesia d’altri tempi.
La dedizione di Bruno Garau non si esauriva nel mero svolgimento delle mansioni professionali. Il suo merito più grande è stato quello di aver alimentato un profondo senso di appartenenza all’interno della struttura. Non era un semplice dipendente, ma un vero punto di riferimento umano, capace di creare legami sinceri con chiunque varcasse la soglia del Dipartimento. «Scambiare due chiacchiere con lui durante le pause o stemperare l’ansia pre-esame con la sua ironia era una routine irrinunciabile per tutti noi», ricordano gli ex studenti del dipartimento di arte.
Con la sua scomparsa, la facoltà perde un pezzo di storia vissuta. Bruno Garau possedeva quella rara dote di empatia che gli permetteva di trasformare un ambiente istituzionale in uno spazio di condivisione autentica. Le sue battute pronte, la sua capacità di ascolto e la profonda competenza nel gestire le dinamiche del polo museale lo hanno reso una figura indimenticabile.
Oggi il Dipartimento di Archeologia appare un po’ più vuoto. “Signor Bruno” lascia un’eredità fatta di gentilezza e umanità, un esempio di come il lavoro, se svolto con il cuore, possa lasciare un segno indelebile nella vita di migliaia di persone.
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