L’esercito silenzioso contro il randagismo: la rete delle piccole associazioni che salva la Sardegna
Oltre i grandi nomi, decine di realtà locali operano nell’ombra: in un anno sterilizzati 700 cani e 1.400 gatti grazie a un fronte comune che ora chiede risposte alla Regione.
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Esiste una Sardegna di cui si parla poco, fatta di chilometri percorsi all’alba nelle zone rurali, di catture complesse tra le colonie feline e di mediazioni pazienti con proprietari in difficoltà economica. È la Sardegna del volontariato “diffuso”, composta da decine di piccole associazioni locali che, lontano dai riflettori, rappresentano l’unico vero argine al collasso del sistema randagismo nell’Isola.
Oggi queste realtà sentono l’esigenza di rivendicare non solo il proprio lavoro, ma soprattutto la forza della loro rete. Se i numeri dell’ultimo anno parlano di circa 700 cani e 1.400 gatti sterilizzati, il merito non è di un singolo attore, ma di un coordinamento trasversale che ha saputo trasformare tante piccole voci isolate in un unico, potente coro.
Il percorso di questo impegno collettivo ha radici lontane. Era il biennio 2017/2018 quando le prime 500 sterilizzazioni di cagne femmine segnarono l’inizio di una strategia coordinata. Sandra Lehmann ricorda con emozione quegli inizi: «Molte di noi non si conoscevano nemmeno. Ricordo la timidezza nel chiamare colleghe storiche come Cosetta Prontu della Lida di Olbia. Poi, la riunione in Assessorato a Cagliari ha cambiato tutto: vedere la sala piena di associazioni arrivate da ogni angolo dell’Isola ci ha fatto capire che non eravamo più sole».
Da allora, questa rete è diventata il pilastro del Piano Straordinario Regionale. Senza il lavoro di questi volontari, i fondi pubblici resterebbero spesso inutilizzati: sono loro a intercettare le situazioni di marginalità, a trasportare gli animali nelle cliniche e a gestire le burocrazie per conto di chi non ha i mezzi per farlo.
I dati raccolti finora (basati sul 60% delle realtà coinvolte) confermano l’efficacia del metodo:
- 700 cani padronali in contesti di fragilità sottratti al ciclo delle cucciolate indesiderate.
- 1.400 gatti di colonia (comprese quelle realtà non ancora ufficialmente riconosciute) stabilizzati.
Dietro ogni intervento chirurgico eseguito dai veterinari c’è un volontario che ha monitorato il territorio, catturato l’animale e garantito la degenza. È una “maratona di solidarietà” dove il successo appartiene a chiunque abbia messo a disposizione il proprio tempo per evitare un futuro di abbandono e sofferenza.
Nonostante i risultati concreti nel contenimento della spesa pubblica — poiché ogni cane sterilizzato è un risparmio netto sulle rette dei canili — il futuro appare incerto. A inizio 2026, 35 associazioni sarde hanno firmato un appello congiunto alla Regione Sardegna per chiedere nuovi stanziamenti e, soprattutto, politiche strutturali.
Ad oggi, non sono arrivate risposte concrete. La richiesta è chiara: la sterilizzazione non deve essere un intervento sporadico legato a bandi precari, ma lo strumento cardine e stabile di una Regione che voglia davvero sconfiggere il randagismo. La rete delle piccole associazioni è pronta a continuare la sfida, ma chiede che le istituzioni non lascino cadere nel vuoto questo immenso sforzo collettivo.
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