Lo spettacolo di Su Stani Saliu: dopo le piogge, lo stagno di Serdiana rinasce e si popola di fenicotteri
Le piogge incessanti trasformano la località di Santa Maria di Sibiola in un mare interno. Il "gioiello salato" torna a splendere accanto alla chiesa romanica. Foto di Tore Orrù Masia.
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Uno sguardo distratto potrebbe confonderlo con un lembo di mare cristallino spinto nell’entroterra, ma la realtà è molto più affascinante. Dopo una settimana di piogge torrenziali che hanno sferzato il sud Sardegna, Su Stani Saliu (lo “stagno salato”) è tornato a mostrarsi in tutta la sua maestosa pienezza. Un evento non scontato per quello che è considerato uno degli ambienti naturali più aridi e delicati dell’Isola, capace di passare in pochi mesi dal deserto di fango a un’oasi brulicante di vita.
Situato nel territorio di Serdiana, in località Santa Maria di Sibiola, il bacino poggia su un terreno argilloso che risale al Miocene (circa 23 milioni di anni fa). È proprio questa particolare composizione geologica, ricca di sali minerali, a conferire alle acque le loro proprietà uniche e quella tipica colorazione rosata che caratterizza lo specchio d’acqua nei periodi di massima attività biologica.
Nonostante l’estrema salinità, lo stagno è un laboratorio di vita. Nelle sue acque prosperano forme di nanoplancton come le Cloroficce e le Diatomee, organismi microscopici capaci di resistere a condizioni che sarebbero letali per altre specie. È un ecosistema resiliente: anche quando la siccità sembra cancellarlo, basta il ritorno delle piogge perché l’equilibrio biologico si rigeneri come per magia.
A coronare la rinascita dello stagno è arrivata la macchia rosa dei fenicotteri. Gli eleganti volatili hanno scelto Su Stani Saliu come tappa per una sosta, offrendo ai visitatori uno spettacolo naturale di rara emozione. Il rosa dei piumaggi si fonde con i riflessi dell’acqua, creando un contrasto cromatico perfetto con il verde della campagna circostante.
Il valore del sito non è solo naturalistico. A pochi passi dalle rive dello stagno si erge la chiesa di Santa Maria di Sibiola, autentico capolavoro del romanico in Sardegna. L’ecosistema regala un’immagine simbolo della Sardegna interna: un luogo dove la storia geologica, la biodiversità e l’architettura medievale si fondono in un unico, fragilissimo, gioiello.
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Genoni perde una memoria storica: addio a Tziu Antonio Piseddu

Con la sua morte, Genoni perde una memoria vivente e la Sardegna un altro custode della sua identità più autentica. Uomini come Tziu Antonio non erano solo anziani longevi, ma depositari di valori, tradizioni e racconti che hanno attraversato il tempo.
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La Sardegna saluta Tziu Antonio Piseddu, scomparso a 97 anni, uno degli ultimi testimoni di una generazione che ha segnato la storia dell’Isola con il lavoro, il sacrificio e il profondo legame con la propria terra.
Con la sua morte, Genoni perde una memoria vivente e la Sardegna un altro custode della sua identità più autentica. Uomini come Tziu Antonio non erano solo anziani longevi, ma depositari di valori, tradizioni e racconti che hanno attraversato il tempo.
Un ringraziamento a Pierino Vargiu e Angela Mereu, ambasciatori dei centenari sardi, per la foto, le informazioni e per aver contribuito a raccontare storie preziose come quella di Tziu Antonio.
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