Sapevate che i legumi più coltivati in Sardegna sono proprio le fave? Ebbene sì! Secondo le statistiche le fave rappresentano circa il 60% della produzione di legumi nella nostra isola. Ed oltre ad essere il legume più apprezzato da noi sardi, la fava ha delle caratteristiche nutrizionali molto interessanti: contiene carboidrati ma anche tante proteine, circa il triplo di quelle presenti nel grano e nel riso. Per questo da sempre è un alimento base della cucina povera. Sono state probabilmente il primo legume consumato dall’uomo, almeno 3000 anni fa.
Particolarmente favorevole alla coltivazione di questo legume è il microclima che si viene a creare nella zona tra Capoterra e Pula, in provincia di Cagliari. Qui la vegetazione prospera indisturbata, protetta dalla presenza delle colline e agevolata dal giusto tasso di umidità presente nell’aria dovuto ai grandi stagni del territorio. Quella che abitualmente si mangia è la Vicia faba maior (o fava grossa) dai semi lunghi e piatti, ma esistono altre varietà più piccole, utilizzate per l’alimentazione degli animali o per preparare il terreno alla semina dei cereali.
Ma come si mangiano le fave fresche? Le fave di stagione sono ricche di vitamine e minerali, soprattutto se mangiate crude. Da febbraio a maggio, in Sardegna si trovano in commercio in 2 versioni: favette “da rosolare”, le più piccole e tenere e sono buone sia crude che saltate in padella. Nel Sud Sardegna si fanno abitualmente rosolare in un soffritto di aglio o cipolla e eventualmente lardo o pancetta e poi cuocere a fuoco lento col coperchio per pochi minuti. Oppure si mangiano crude col formaggio o solo col sale. Poi ci sono le fave fresche “da bollire”, più grandi, perché lasciate sulla pianta più a lungo, ma anche un pò più coriacee e un po’ farinose, cominciano ad assomigliare alle fave secche. Quindi solitamente si mangiano cotte, bollite o stufate. Con l’arrivo del caldo le fave si seccano e vengono conservate per preparare delle tipiche zuppe invernali.
Eccellenza sarda ai Mediastars 2026: Vistanet Marketing trionfa tra i giganti della pubblicità italiana
Debutto da record per l’agenzia guidata dal gruppo Vistanet alla trentesima edizione del premio: conquistati un primo posto, cinque Special Star e una prestigiosa nomination in Short List
Il mondo della comunicazione italiana parla sardo. Alla trentesima edizione dei Mediastars, uno dei riconoscimenti più autorevoli e storici del panorama pubblicitario nazionale, Vistanet Marketing ha segnato un debutto da protagonista, riuscendo a distinguersi in un contesto altamente competitivo che ha visto oltre 500 progetti in gara da tutta Italia, tra cui tante campagne firmate per brand internazionali come TheFork, Porsche, Unieuro, Conad, Amaro Montenegro, Dolce & Gabbana e tanti altri.
L’agenzia non si è limitata a partecipare, ma ha portato sul palcoscenico nazionale una visione del marketing costruita su strategia e creatività pura, ottenendo un risultato straordinario: un 1° posto nella sezione Quotidiani, una nomination in Short List– selezionata tra i migliori progetti in gara a livello nazionale – e ben 5 Special Star assegnate per l’eccellenza in aree tecniche come la Copy Strategy, il Graphic e lo Structural Design.
Il progetto che ha sbaragliato la concorrenza nella categoria Quotidiani è “Invasione dei Topolini”, realizzato per Fiat Topolino su commissione del concessionario Acentro. Una campagna che ha rotto gli schemi del settore automotive, costruita dal team Vistanet con la direzione creativa del pubblicitario e imprenditore francese Jean-Paul Tréguer.
“Quando abbiamo iniziato a pensarci, la strada più semplice era quella classica: presentare l’auto, raccontarla, spiegarla. Abbiamo scelto di non farlo. Titoli ispirati alle breaking news, un tono volutamente ambiguo e una città che iniziava a interrogarsi su quella ‘invasione’. Per alcuni giorni non c’erano risposte, solo curiosità”. Solo in un secondo momento è arrivato il reveal della nuova Fiat Topolino, trasformando la pubblicità in un racconto condiviso che ha meritato premi specifici anche per il copy e il design grafico.
La campagna ha avuto un impatto tale da uscire dagli spazi pubblicitari: bambini incuriositi dai cartelloni hanno iniziato a disegnare i “topolini”, mentre in molti si interrogavano se davvero Cagliari fosse stata invasa.
Il successo di Vistanet Marketing ha toccato anche il mondo del web e dei social. Una delle Special Star è andata al design del nostro nuovo sito web, nato da una riflessione profonda sulle abitudini degli utenti: “La domanda non era ‘come deve essere fatto un sito’, ma ‘come viene usato oggi’. La risposta è semplice: si scorre. Per questo abbiamo costruito un’esperienza ispirata alla logica dei social media, fatta di stories, caroselli e feed. Un sito che non chiede attenzione, ma la cattura”.
Sul fronte social, i riflettori si sono accesi su due progetti distinti: “A Regola d’Artem”, dove il nome dell’azienda si è trasformato in un claim identitario.
E “Silent Night” (sempre per Acentro), uno short movie sulla mobilità elettrica giocato sui contrasti percettivi: “La città continua a vivere, muoversi, produrre suoni. In mezzo, l’elettrico attraversa tutto con una presenza diversa, più leggera, quasi silenziosa. È in questo contrasto che prende forma il racconto”.
Questo exploit nazionale non è casuale, ma figlio di una struttura che conta oggi oltre 30 professionisti. Il punto di forza risiede in un modello che unisce l’agenzia di marketing, lo sviluppo software a suo supporto, la comunicazione e il giornalismo; elementi distintivi di Vistanet Group.
Come racconta il Founder Paolo Pigliacampo:
“Questo risultato per noi non è un punto di arrivo. È una conferma. Vistanet nasce come progetto editoriale. Per anni abbiamo osservato il mercato da vicino, capendo come cambia l’attenzione delle persone. A un certo punto ci siamo fatti una domanda: questa conoscenza può aiutare concretamente le aziende a crescere?
Da lì nasce Vistanet Marketing. Supportiamo le imprese partendo dalla costruzione della strategia di comunicazione, e solo dopo attiviamo strumenti, canali e creatività.
Nel caso di Acentro la richiesta era chiara: parlare a un pubblico più giovane. E la strategia è partita proprio da lì. La campagna sulla Fiat Topolino nasce così: non da come promuovere un’auto, ma da come generare una conversazione reale tra le persone. Se una campagna entra nella vita delle persone, funziona.
Essere premiati accanto a realtà come Ogilvy, Saatchi & Saatchi e Armando Testa dimostra una cosa semplice: anche dalla Sardegna può nascere una comunicazione capace di competere a livello nazionale. Per noi questo premio è una responsabilità. Perché quello che stiamo costruendo funziona. E ora va portato ancora più lontano.”
La partecipazione ai Mediastars rappresenta la conferma di un percorso di crescita che non intende fermarsi qui. Come sottolineato dal team al termine delle premiazioni: “Questo è solo l’inizio. Abbiamo ancora tanto da mostrarvi. Ci vediamo alla prossima edizione”.
L’enigma di Scoglio Mangiabarche: tra cronaca navale e l’oscuro fascino di un nome che inganna. Sorge come una sentinella solitaria sulla splendida costa sudoccidentale della Sardegna, stagliandosi contro l'orizzonte dove…
C’è un istante in cui la natura si ferma, trattiene il respiro, e si lascia ammirare. È quello catturato da Luca Cocco, autore dello scatto che oggi valorizziamo nella nostra…
L’enigma di Scoglio Mangiabarche: tra cronaca navale e l’oscuro fascino di un nome che inganna. Sorge come una sentinella solitaria sulla splendida costa sudoccidentale della Sardegna, stagliandosi contro l'orizzonte dove…
C’è un istante in cui la natura si ferma, trattiene il respiro, e si lascia ammirare. È quello catturato da Luca Cocco, autore dello scatto che oggi valorizziamo nella nostra…