L’incontro fra Gigi Riva e Fabrizio De Andrè: pura poesia, tra whisky, musica e racconti di calcio
Due miti degli anni Sessanta e Settanta, Gigi Riva e Fabrizio De Andrè, musica e sport vicini. I due si conoscevano e si stimavano: si conobbero a Genova grazie a un appuntamento organizzato da un ex giocatore del Cagliari. Riva era un fan del cantautore che accettò l'incontro.
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Lo sapevate? Gigi Riva e Fabrizio De Andrè si conoscevano e si stimavano: ecco come andò il loro primo incontro.
Due miti degli anni Sessanta e Settanta, Gigi Riva e Fabrizio De Andrè, musica e sport vicini. I due si conoscevano e si stimavano: si conobbero a Genova grazie a un appuntamento organizzato da un ex giocatore del Cagliari. Riva era un fan del cantautore che accettò l’incontro.
Riva si recò a casa di De Andrè, inizialmente timidi i due si sciolsero grazie al whisky, una bottiglia di scotch Glen Grant per la precisione. Uno, due, tre bicchieri e andarono avanti per ore. Il campione del Cagliari rimase affascinato dal fatto che l’artista dormisse la mattina per poi andare in giro in campagna la notte a cercare l’ispirazione, ascoltando i rumori della campagna. Le canzoni preferite di Riva? Preghiera in gennaio e Bocca di Rosa. Un intenditore.
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Sicurezza, dopo i fatti di Crans Montana, anche a Cagliari scatta il “giro di vite”: «Molti locali ancora non a norma»

Dopo i fatti di Crans-Montana, il Prefetto annuncia controlli a tappeto. Intervista all'Ing. Enrico Capra: «Molti locali non sono a norma, non si può più giocare con la vita delle persone».
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La tragedia di Crans-Montana ha segnato un punto di non ritorno anche per la Sardegna. A Cagliari, il recente vertice in Prefettura ha delineato una strategia di rigore assoluto per i locali pubblici, puntando all’obiettivo “Tragedia Zero”. Abbiamo analizzato la situazione con l’ingegner Enrico Capra, esperto in sicurezza sul lavoro e consulente per il settore dell’intrattenimento, per capire cosa stia cambiando realmente per i gestori e per i frequentatori della movida isolana.
Ingegner Capra, il piano del Prefetto Dessì prevede controlli serrati e un focus totale sull’antincendio. Dal suo osservatorio tecnico, qual è lo stato di salute dei locali cagliaritani?
«Con la massima sincerità professionale, devo ammettere che, purtroppo, molti locali non sono perfettamente a norma. Spesso non accade per malafede, ma per una sottovalutazione del rischio o per il ricorso a consulenze superficiali. Il piano annunciato dal Prefetto arriva in un momento cruciale: sono certo che l’immane tragedia di Crans-Montana servirà finalmente ad aprire gli occhi a chi di dovere. Non si può più giocare con la sicurezza delle persone».
Le istituzioni parlano di una “responsabilizzazione straordinaria”. Significa che le attuali leggi non bastano?
«In realtà le leggi, soprattutto quelle antincendio, ci sono e sono chiare. Quello che è mancato a volte è il senso di urgenza nell’applicarle. Ora i controlli coordinati tra Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e Ispettorato del Lavoro sono la risposta concreta. Questa responsabilizzazione deve trasformarsi in azioni immediate: verifiche impiantistiche e formazione seria del personale. Da padre, prima ancora che da professionista, e da titolare della “De Gioannis Antincendio e Sicurezza”, dico che è l’unica strada per permettere ai nostri figli di divertirsi in serenità».
Cosa rischia oggi un imprenditore del settore che sceglie di non adeguarsi tempestivamente?
«Rischia il futuro della sua attività, ma soprattutto la vita dei suoi clienti. Il mio consiglio pratico è di non aspettare che siano i controlli a bussare alla porta: fatevi trovare pronti. Investire in sicurezza oggi non è un costo, è l’unica garanzia. Questo momento storico deve segnare una svolta definitiva e noi professionisti siamo qui per supportare questo cambiamento con competenza e con la passione di chi, ogni giorno, ci mette la faccia».
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