Non c’è altro modo per definirlo se non un atto disumano, privo di anima e di scrupoli. Ieri sera, nel silenzio delle Saline alla periferia di Olbia, qualcuno ha deciso di disfarsi di sei vite come se fossero scarti di produzione. Cinque femmine e un maschietto, piccoli angeli bianchi di appena venti giorni, sono stati ritrovati ammassati dentro un lavatoio di plastica, lasciati a morire nel freddo della sera.

Questi piccoli sono ancora puliti e candidi, curati fino a un istante prima da una madre che ora, da qualche parte, soffre il dolore atroce di un distacco violento. Chi ha compiuto questo gesto non ha solo condannato sei creature fragili che avrebbero ancora bisogno di latte e calore materno, ma ha ferito a morte l’istinto più naturale del mondo. Nessun volontario, per quanto sollecito, potrà mai sostituire il battito del cuore di una mamma.

Il rifugio “I Fratelli Minori” è ormai allo stremo, sommerso da un lavoro incessante e da un’emergenza che sembra non avere fine. Stavolta, però, la rabbia dei volontari della LIDA esplode in un atto d’accusa preciso contro la radice del male. Il randagismo in Sardegna ha dei responsabili spesso insospettabili: quegli stessi pastori che per primi si lamentano delle predazioni sono, in troppi casi, coloro che permettono ai propri cani di riprodursi senza controllo, gettando poi intere cucciolate come fossero spazzatura. È un circolo vizioso alimentato da una comoda ipocrisia che vede la stessa madre, tra sei mesi, nuovamente punto e a capo a causa dell’irresponsabilità umana.

Davanti a questa deriva culturale, il volontariato non può più bastare. È necessario che la Regione intervenga con misure drastiche, rendendo le sterilizzazioni obbligatorie e tappeto, avviando controlli serrati nelle aziende pastorali e applicando sanzioni pesanti per chi non microchippa o sceglie la via della vigliaccheria. Chi abbandona è un codardo, ma chi genera il problema e poi punta il dito è un ipocrita.
Per garantire una speranza di vita a questi sei angeli, la LIDA ha bisogno del sostegno di tutti. Servono urgentemente traversine igieniche di misura 60×90 e donazioni per coprire le spese mediche e alimentari. Gli aiuti possono essere spediti direttamente alla sezione L.I.D.A. di Olbia, in via Dei Cestai 26, oppure è possibile consultare il sito ufficiale lidasezolbia.it per scoprire come contribuire tramite donazioni o il codice fiscale del 5×1000. Ogni piccolo gesto è un mattone per costruire l’amore che a queste creature è stato brutalmente negato.
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