Villaputzu, legano con una corda un’asina al fuoristrada e la trascinano per strada
L'asina non voleva abbandonare il luogo dove aveva partorito, così i due ( ora denunciati) l'hanno trascinata via legandola al mezzo. I responsabili di questo orribile caso di maltrattamento di animali, hanno filmato la scena e postata su Instagram
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I Carabinieri della Stazione di Villaputzu hanno portato alla luce un caso di maltrattamento verso gli animali, con protagonista un operaio di 28 anni e un allevatore di 32 anni, entrambi denunciati.
Secondo le indagini condotte dai Carabinieri, ad agosto i due uomini hanno cercato di spostare con violenza un’asina che si rifiutava di lasciare un terreno dove aveva da poco dato alla luce un cucciolo. Per ottenere il loro scopo, hanno legato una corda al collo dell’animale e l’hanno trascinato per circa 30 metri utilizzando un fuoristrada.
Uno dei due responsabili si è vantato di questo atto crudele pubblicando un video su Instagram. Da lì la segnalazione di un utente ai Carabinieri, prontamente intervenuti.
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L’Isola delle fragilità: in Sardegna la povertà è strutturale. Quasi 4 famiglie su 10 faticano ad arrivare a fine mese

Presentato a Cagliari il report "L’Italia delle Povertà". Allarme per il dato sulle spese impreviste: la Sardegna è la regione con la situazione più critica in Italia.
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Non è più un’emergenza passeggera, ma un tratto distintivo e preoccupante del tessuto sociale sardo. Oggi, giovedì 5 marzo, le ACLI della Sardegna, insieme a IARES e all’Alleanza contro la Povertà, hanno scattato una fotografia nitida e impietosa della condizione economica nell’Isola. L’incontro “L’Italia delle Povertà – Focus sulla Sardegna” ha riunito istituzioni, sindacati e terzo settore per denunciare un paradosso: nonostante un lieve vantaggio rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, la Sardegna detiene alcuni dei primati negativi più pesanti a livello nazionale.
I dati esposti da Vania Statzu (IARES) rivelano un quadro di profonda insicurezza. Sebbene la povertà relativa in Sardegna (17%) sia inferiore rispetto a Campania o Calabria, resta comunque molto più alta della media nazionale (11%).
Tuttavia, sono gli indicatori sulla percezione della qualità della vita a preoccupare maggiormente:
Fine mese: Il 36,2% delle famiglie sarde dichiara di arrivare a fine mese con grande difficoltà (quasi il doppio del dato nazionale, fermo al 18,2%).
Risparmio: 6 famiglie su 10 non riescono a mettere da parte nulla.
Emergenza economica: Il 54% dei sardi non sarebbe in grado di affrontare una spesa imprevista. È il dato peggiore d’Italia.
Il dibattito ha evidenziato come le misure attuali, pur importanti, rischino di essere frammentate. Ecco una sintesi delle visioni emerse:
1. Politiche integrate e non “assistenzialismo”
Mauro Carta (ACLI) ha ricordato come la legge regionale sul REIS sia nata da un lavoro collegiale, sottolineando che la povertà non è una colpa individuale ma una sfida comunitaria. Sulla stessa linea Antonello Caria, che ha chiesto di superare la frammentazione: spesso un cittadino è beneficiario di più progetti che non comunicano tra loro, disperdendo risorse.
2. Il fenomeno dei “Working Poor”
Remo Siza e Andrea Pianu (Forum Terzo Settore) hanno acceso i riflettori su un mutamento epocale: la povertà oggi colpisce per il 50% persone che hanno un lavoro ma salari troppo bassi per coprire affitti e costo della vita. “Il sociale non è bontà d’animo, ma regolamentazione del mercato e dei servizi”, ha ribadito Siza.
3. Salute mentale e “vergogna” di chiedere aiuto
Dalla Caritas (Don Marco Statzu) e dall’Ordine degli Assistenti Sociali (Laura Pinna) è arrivato un grido d’allarme sulle ferite invisibili. La povertà porta con sé smarrimento e problemi psicologici; dopo la pandemia, molte persone provano vergogna a rivolgersi ai servizi pubblici, finendo in circuiti pericolosi o nell’isolamento totale.
4. Istruzione e futuro
Camilla Soru (Commissione Lavoro) ha evidenziato il legame tra abbandono scolastico e povertà: la Sardegna ha la percentuale più alta di cittadini senza diploma, un fattore che limita la capacità di immaginare e costruire un futuro diverso.
Particolarmente concreta la visione di Ugo Bressanello (Domus de Luna), che ha proposto di mettere a sistema le eccellenze del volontariato attraverso: un fondo comune regionale per la distribuzione degli aiuti, un software condiviso per mappare i bisogni in tempo reale e magazzini comuni per beni di prima necessità (cibo, vestiti, bombole).
Francesca Piras (Regione Sardegna) ha ammesso che spesso per la pubblica amministrazione è più semplice “erogare un assegno” che costruire un progetto di inclusione complesso, ma la sfida della nuova programmazione dovrà essere proprio questa: passare dal sussidio al percorso di vita.
Antonio Russo (Portavoce nazionale Alleanza) ha concluso ricordando che con 6 milioni di poveri assoluti in Italia, il tema deve tornare prepotentemente nell’agenda politica: “Non bastano le ACLI o la Caritas, serve una visione nuova”.
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