Pavoni, passeggiate e corse domenicali: Cagliari ritrova il parco di Monte Urpinu
Dopo un lungo stop, oggi la riapertura dei cancelli del parco di Monte Urpinu. Passeggiate domenicali, corse, e diverse famiglie a godersi il sole di dicembre. Oggi inoltre la nascita del Comitato spontaneo dei cittadini pronto a farsi carico di ogni esigenza di miglioramento. Tra le proposte c'è anche una targa commemorativa dei volatili abbattuti.
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Le corse della domenica e le passeggiate familiari. Qua e là pavoni e anatre, placidi volatili che a loro modo si godono la mattina.
E ancora, tra i progetti, anche una targa commemorativa. “Vogliamo ricordare l’uccisione di tutti i volatili che avevano un nome e un’identità. Forse chi non è abituato a interagire con gli animali può pensare che sia una cosa strana. Ma se fosse successo a cani o gatti avremmo avuto una partecipazione diversa”.
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Neve sul Gennargentu, il meteorologo Tidili: “La montagna non deve venire incontro alle nostre comodità”

Tidili conclude con una riflessione: fermarsi a lato strada tra neve sporca, ghiacciata e auto parcheggiate in fila e poi lamentarsi non è andare in montagna, ma sperare che la montagna “venga incontro” alle comodità di chi la visita.
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Il Gennargentu è tornato a vestire il suo manto bianco, ma per molti appassionati del fine settimana la realtà è stata diversa dalle aspettative. Come sottolinea il meteorologo Matteo Tidili in un post sui social, molti hanno cercato neve abbondante già lungo le strade dei paesi più alti, lamentandosi poi per la scarsa presenza di accumuli.
“Le previsioni erano chiare”, scrive Tidili: 30-50 centimetri di neve sì, ma a quote alte, tendenzialmente oltre i 1.500 metri, cioè in luoghi che non si raggiungono comodamente parcheggiando l’auto a lato strada, ma camminando lungo crinali e percorsi naturali della montagna.
È proprio in queste zone, aggiunge il meteorologo, che la neve era presente e abbondante, come dimostrano le foto di Mirko Mascia scattate attorno ai 1.600 metri s.l.m. sopra il Separadorgiu.
Tidili conclude con una riflessione: fermarsi a lato strada tra neve sporca, ghiacciata e auto parcheggiate in fila e poi lamentarsi non è andare in montagna, ma sperare che la montagna “venga incontro” alle comodità di chi la visita. Un promemoria importante per chi vuole vivere la neve e la montagna in sicurezza, rispettando le regole e le distanze della natura.
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