La scoperta a Cagliari: un deposito di alimenti abusivo accanto al ristorante
Ieri a Cagliari, nell’ambito di una serie di controlli sulla ristorazione, i carabinieri del NAS hanno sottoposto a ispezione igienico sanitaria un esercizio pubblico. A seguito della verifica ispettiva i militari operanti hanno proceduto alla chiusura autoritativa immediata di un
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Ieri a Cagliari, nell’ambito di una serie di controlli sulla ristorazione, i carabinieri del NAS hanno sottoposto a ispezione igienico sanitaria un esercizio pubblico.
A seguito della verifica ispettiva i militari operanti hanno proceduto alla chiusura autoritativa immediata di un deposito di alimenti funzionale all’attività, individuato nella via prospiciente, in quanto attivato senza che ne fosse stata informata l’autorità sanitaria, che deve essere posta nelle condizioni di poter svolgere la propria funzione di vigilanza sulla tenuta degli alimenti.
Il proprietario, responsabile legale della società che gestisce il ristorante, è stato quindi diffidato, nel rispetto delle norme vigenti, al ritiro di tutti gli alimenti depositati abusivamente presso quel sito clandestino. I carabinieri hanno altresì segnalato all’autorità l’avvenuta rimozione delle anomalie igienico strutturali precedentemente contestate a quell’esercizio pubblico, che già era stato visitato. Dopo essersi posto in regola sotto quest’ultimo profilo, il ristoratore ha però trascurato di segnalare la disponibilità e l’utilizzo di quel deposito.
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Molentargius, dalla salina all’oasi: la rinascita di un gigante naturale nel cuore dell’area metropolitana

Il Parco naturale regionale di Molentargius-Saline rappresenta oggi uno dei più straordinari esempi di riconversione ambientale dell’intera Sardegna, un luogo in cui la storia industriale legata all’estrazione del sale si è intrecciata con un processo di riqualificazione che ha trasformato un’antica area produttiva in una delle zone umide più importanti del Mediterraneo.
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Molentargius, dalla salina all’oasi: la rinascita di un gigante naturale nel cuore dell’area metropolitana.
Il Parco naturale regionale di Molentargius-Saline rappresenta oggi uno dei più straordinari esempi di riconversione ambientale dell’intera Sardegna, un luogo in cui la storia industriale legata all’estrazione del sale si è intrecciata con un processo di riqualificazione che ha trasformato un’antica area produttiva in una delle zone umide più importanti del Mediterraneo.
Dalla dismissione dell’attività saliniera, avvenuta nel 1985, l’area umida di Molentargius ha intrapreso un percorso complesso e progressivo di recupero che l’ha portata a diventare uno dei siti più ricchi di specie dell’avifauna dell’isola, fino a essere riconosciuta negli ultimi anni come il sito più rilevante dell’intero bacino mediterraneo per la nidificazione dei fenicotteri. Un risultato di enorme valore naturalistico che si inserisce in un contesto unico, dove convivono habitat differenti e specie di importanza comunitaria, mentre il paesaggio continua a conservare le tracce tangibili del proprio passato, visibili negli edifici dei primi del Novecento della Città del Sale, negli antichi macchinari industriali, nei canali e nelle vasche che raccontano secoli di lavoro e trasformazioni.
Molentargius è un territorio sospeso tra natura e memoria, tra acqua dolce e acqua salata, tra specchi lagunari e vestigia di saline, e rappresenta per circa quattrocentomila cittadini dell’area vasta di Cagliari un’oasi di svago a pochi passi dalla città, mentre per i fenicotteri rosa, suoi abitanti più celebri, è una dimora ideale e stabile. Per due secoli e mezzo questo bacino è stato il più ricco della Sardegna per l’estrazione del sale marino, attività che ha segnato profondamente l’identità del luogo, come dimostra il nome stesso di Molentargius, derivante da molenti, l’asino utilizzato come mezzo di trasporto dei carichi di sale. Già nel 1977 l’area era stata inclusa dalla Convenzione di Ramsar tra le zone umide di rilevanza internazionale, mentre nel 1999 è diventata parco regionale, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare uno dei principali siti europei di sosta e nidificazione degli uccelli acquatici. Il Parco di Molentargius-Saline si estende per circa 1600 ettari nell’estrema propaggine meridionale del Campidano, affacciandosi sul Golfo degli Angeli e risultando delimitato dall’urbanizzazione di Cagliari, Quartu Sant’Elena, Quartucciu e Selargius, oltre che dal lungomare del Poetto, con un panorama che può essere colto nella sua interezza dalle vette di Monte Urpinu e della Sella del Diavolo.
Il territorio protetto è strutturato in due grandi sistemi, uno di acque dolci e uno di acque salate, una coesistenza rara che ha generato un ecosistema di straordinaria complessità: gli stagni dolci comprendono Perdalonga, Bellarosa Minore e l’ecosistema filtro, un impianto di depurazione naturale che separa il Bellarosa Minore dalle acque salate del Bellarosa Maggiore, noto anche come Molentargius, utilizzato durante l’attività saliniera come prima vasca di evaporazione. Le aree salate includono invece lo stagno di Perdabianca, le ex saline di Cagliari e lo stagno di Quartu, che ospitavano rispettivamente la seconda e la terza vasca di evaporazione e di cristallizzazione del cloruro di sodio, mentre a separare i due sistemi affiora la piana fossile di Is Arenas, coltivata fino alla metà del XX secolo. Gli ambienti dolci sono caratterizzati da estese formazioni di canne, tifeti e vegetazione idrofila, mentre nelle zone ad alta salinità dominano essenze alofile, salicornie, specie endemiche e altre rarissime iscritte nelle liste rosse.
Le possibilità di visita al parco sono numerose e articolate, dai tour guidati a piedi e in bicicletta alle escursioni in battello lungo i canali, fino ai percorsi con bus elettrici organizzati dal Centro di Educazione Ambientale e Sostenibilità, che accompagna i visitatori nelle aree più adatte al birdwatching, come il capanno situato di fronte all’argine del Bellarosa Maggiore, dove nidificano fenicottero e gabbiano roseo, o il canneto del Bellarosa Minore, rifugio di airone guardabuoi, cavaliere d’Italia, garzetta, germano reale e numerose specie di anatre, con la possibilità, per i più fortunati, di osservare anche il raro pollo sultano dal piumaggio blu metallico e dal becco rosso scarlatto. I percorsi liberi consentono l’accesso quotidiano alle aree verdi, invitando a un’esplorazione rispettosa dell’avifauna, mentre per le escursioni in bicicletta sono disponibili servizi di noleggio e stazioni di bikesharing. Il paesaggio di Molentargius è il risultato di un lunghissimo processo industriale legato alla storia delle saline, una storia che affonda le sue radici nell’antichità, quando Fenici, Punici e Romani furono i primi esportatori di sale sardo, seguiti dai giudici, dai Pisani, dagli Aragonesi, dagli Spagnoli e dai Piemontesi.
La produzione industriale moderna iniziò nel 1830 grazie agli investimenti dei Savoia in infrastrutture, occupazione ed esportazione, attraversando diverse fasi organizzative fino al totale controllo fiscale della produzione e della vendita. Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, nuovi impianti moderni diedero vita alla Città del Sale, un complesso integrato di edifici produttivi e residenziali simile ai villaggi minerari coevi, di cui restano il palazzo della direzione, l’edificio dei sali scelti oggi sede del parco, l’ex dopolavoro con sala spettacoli trasformato nel Teatro delle Saline, oltre a laboratori, magazzini, officine, falegnamerie, mensa e spogliatoi. All’insediamento industriale si affiancano i ruderi militari dei fortini di Sant’Ignazio, San Francesco, San Juan e Sant’Isidoro, insieme alla linea anticarro della Seconda guerra mondiale di Su Staineddu. Molentargius si configura così come un museo a cielo aperto, in cui canali ottocenteschi, ponti in ferro di inizio Novecento, capanni dei lavoratori, chiuse, paratoie, ferrovia Decauville e idrovora del Rollone raccontano una storia di fatica, ingegno e trasformazione, ma anche come un patrimonio fragile che oggi rischia di essere compromesso dall’abbandono dei rifiuti, dalla carenza di manutenzione e dalla mancanza di controlli adeguati.
Un luogo di straordinaria bellezza e valore che necessita di tutela costante, perché Molentargius non è soltanto un parco naturale, ma un bene collettivo, un tesoro ambientale e storico che merita rispetto, cura e valorizzazione affinché la sua identità non venga offuscata dall’incuria, ma continui a rappresentare uno degli esempi più significativi di convivenza tra natura, storia e città nel Mediterraneo.
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