Pula, recuperato un barchino forse quello utilizzato da 12 tunisini
L'imbarcazione è stata presumibilmente utilizzata da 12 cittadini tunisini in occasione di un recente sbarco
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Ieri a Pula sulla strada statale 195 al km 40, località Lungomare Santa Margherita, i carabinieri della locale Stazione hanno rinvenuto un natante in vetroresina della lunghezza di metri 6,5 con motore Evinrude da 25 cavalli, con a bordo 12 taniche di plastica da 20 litri vuote e 5 giubbotti salvagente.
L’imbarcazione in oggetto è stata presumibilmente utilizzata da 12 cittadini tunisini in occasione dello sbarco di poco precedente.
Il natante è stato sottoposto a sequestro e affidato in custodia giudiziale al responsabile del Porto Cala Verde di Pula. L’autorità giudiziaria è stata informata dallo stesso reparto competente per territorio.
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Quando la Sardegna sputava fuoco: conoscete queste misteriose colonne di basalto?

Secondo i geologi, queste strutture si sono formate circa 60 milioni di anni fa, quando una potente esplosione sotterranea fece risalire il magma verso la superficie. Raffreddandosi lentamente, la lava si solidificò creando queste colonne dalle forme geometriche quasi perfette.
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Troppo spesso si dimentica che la Sardegna, in un passato lontanissimo, fu una terra dominata dal fuoco. Milioni di anni fa l’isola era infatti attraversata da una intensa attività vulcanica che ha lasciato nel territorio segni ancora sorprendenti.
Tra le testimonianze più affascinanti di quell’epoca geologica c’è un luogo poco conosciuto ma straordinario: si trova nel territorio di Cossoine, nel Sassarese, nel cuore della regione storica del Meilogu.
Qui la natura ha creato una vera e propria scultura di pietra. Come ricorda il sito del Comune di Cossoine, nel territorio comunale si possono osservare le spettacolari colonne prismatiche penta-esagonali di basalto, una formazione che sembra quasi progettata da un architetto più che dalla natura.
Secondo i geologi, queste strutture si sono formate circa 60 milioni di anni fa, quando una potente esplosione sotterranea fece risalire il magma verso la superficie. Raffreddandosi lentamente, la lava si solidificò creando queste colonne dalle forme geometriche quasi perfette.
Oggi quelle rocce raccontano una storia antichissima: sono ciò che resta degli antichi condotti di alimentazione vulcanica, i canali attraverso cui il magma viaggiava nel sottosuolo.
Un frammento spettacolare della storia della Terra nascosto tra le colline del Meilogu, dove il paesaggio tranquillo di oggi custodisce il ricordo di una Sardegna molto diversa: una Sardegna che, un tempo, sputava fuoco
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