(VIDEO) Il Natale di chi lavora per il prossimo, lo chef Eugenio: “Nessuno deve sentirsi solo”
Il cuore grande di operatori e volontari Caritas, anche oggi pronti a offrire un pasto caldo a chi è in difficoltà. Lo parola allo chef Eugenio Mulana
canale WhatsApp
Un pasto caldo e la convivialità. Uno scambio di sorrisi e una chiacchierata, magari fra un tavolo e l’altro. La cena di Natale alla Caritas è tutto questo, e forse qualcosa di più. Un’azione concreta di solidarietà nei confronti del prossimo e di chi ogni giorno non ce la fa. Una mano di aiuto forte e salda, data quotidianamente con più di un pasto caldo, e ancor di più in questa notte speciale.
Eugenio Mulana, cagliaritano 36enne, da dieci anni lavora alla Caritas come chef alla mensa di viale Sant’Ignazio a Cagliari. Tanta esperienza nel mondo della ristorazione, ora messa in pratica nell’aiuto dei più sfortunati.
Con lui una squadra di operatori e volontari, dal cuore grande, che anche in questa notte della vigilia, così come nella giornata di Natale e Santo Stefano, dedicano il proprio tempo al prossimo.
GUARDA LA VIDEO INTERVISTA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dalla Roma antica alla Sardegna: la storia dell’anello che racconta il San Valentino di tanti secoli fa

Dai riti dell'Antica Roma ai maestri orafi dell’Isola: la storia dell’anello che custodisce il patto d’amore.
canale WhatsApp
In Sardegna, l’amore ha sempre avuto il suono dei metalli preziosi e la forma di simboli antichi. In occasione di San Valentino, i Musei Nazionali di Cagliari svelano un tesoro della propria collezione etnografica che racconta molto più di una semplice unione: l’anello “Maninfide” (letteralmente mani in fede).
L’estetica del Maninfide affonda le radici in un passato millenario. Il cuore del design è rappresentato da due mani in oro che si stringono: un richiamo diretto alla dextrarum iunctio, il gesto solenne con cui nel mondo romano si sanciva il legame tra i coniugi.
L’oreficeria sarda, con la sua maestria unica, ha saputo reinterpretare questa iconografia classica, rendendola un elemento cardine del proprio repertorio. Il Maninfide divenne così il dono più prezioso e frequente per la futura sposa, consegnato durante la cerimonia di fidanzamento come impegno di fedeltà assoluta.
L’esemplare oggi ammirabile a Cagliari ha una storia centenaria anche all’interno delle mura museali. Entrò a far parte del patrimonio regionale nel 1924, a seguito dell’acquisizione della prestigiosa Collezione Sanjust. Oggi, questo piccolo capolavoro in oro continua a parlarci di un’Isola dove la bellezza non era mai fine a se stessa, ma serviva a dare forma visibile ai sentimenti più profondi.
Il simbolo: Le mani che si intrecciano nell’oro non sono solo un ornamento, ma il manifesto di una cultura che vede nell’impegno civile e sentimentale il pilastro della comunità. L’oreficeria sarda è un universo di simboli (bottoni, filigrane, amuleti). Il Maninfide rappresenta uno dei vertici di questo linguaggio, dove il sacro e il profano si fondono nel calore del metallo nobile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


