(FOTO) A Sant’Elia il mercatino della domenica, gli “affari” del weekend sotto il sole cagliaritano
Ci si trova di tutto e di più, meta di ritrovo degli "affaristi" della domenica cagliaritana. Ecco il mercatino di Sant'Elia.
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Ci si trova di tutto e di più fra gli spazi allestiti nell’area dei parcheggi del vecchio stadio Sant’Elia. C’è chi va alla ricerca di vestiti e bigiotteria, chi di alimentari, altri invece ci passeggiano curiosi, nelle assolate domeniche cagliaritane. Immancabili, poi, i “cacciatori” di libri, attenti a scovare, fra la moltitudine di romanzi e fumetti, magari qualche pezzo di rara edizione. Venduto, chissà perché, a pochi euro.
Così, occhio a tappeti e bancarelle. E pronti – chi lo sa fare – a mercanteggiare, cercando in qualche modo di ‘spuntarla’ sul venditore, tirando a ribasso il prezzo. In giro, tante le mamme alla ricerca di quaderni e oggetti per la scuola: in questi tempi risparmiare fa sempre comodo. E se poi insieme all’usato si trova anche un po’ di qualità va ancora meglio.
“Si vende bene?” si chiede al venditore. “Dipende dalle giornate” , la solita risposta da chi gli alti e bassi del commercio li conosce bene.
Da oltre un anno il Mercatino Cuore Sant’Elia è una realtà che ha preso il posto della storico “bazar” domenicale di viale Trento. Dopo la chiusura forzata, nel marzo 2020, dettata dalla pandemia, il mondo del piccolo commercio al dettaglio e quello dell’usato si sono trasferiti nell’area parcheggi del vecchio impianto del Cagliari Calcio: oggi sempre più meta di curiosi e piccoli “affaristi” cagliaritani.
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Nuvole Bianche: il capolavoro di Einaudi nel magico incontro tra launeddas e piano a Stintino

L’anima della Sardegna incontra Einaudi: incanto a Stintino con Matteo Muscas e Samuele Meloni.
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C’è un momento magico in cui la musica d’autore si fonde con le radici più profonde di una terra millenaria. È quello che è accaduto sulle rive cristalline di Stintino, dove le note celebri di Nuvole Bianche di Ludovico Einaudi hanno trovato una nuova, vibrante veste grazie all’incontro tra il pianoforte di Samuele Meloni e le launeddas di Matteo Muscas.
L’occasione è di quelle speciali: la partecipazione alla RAIS (Residency for Artist and International Sounds), una residenza che accoglie musicisti da tutto il mondo per celebrare il linguaggio universale dei suoni. “Arrivati sabato sera a Stintino, non potevamo perdere l’occasione di iniziare la giornata in uno dei nostri posti preferiti”, hanno dichiarato gli artisti, regalando al pubblico un’interpretazione magistrale che unisce l’eleganza classica alla potenza ancestrale della tradizione sarda.
Al centro di questa fusione sonora troviamo Matteo Muscas, un polistrumentista la cui carriera è un inno alla versatilità. Il suo viaggio con le launeddas inizia a soli otto anni, nato quasi per gioco tra i banchi di scuola e diventato oggi una missione di vita. Componente dell’Orchestra Popolare Sarda, Muscas porta i suoni dell’isola in giro per il mondo, dimostrando che la tradizione non è un reperto da museo, ma una materia viva.
La sua storia artistica è un caleidoscopio di influenze: il Reggae, nel 2009 nasce lo pseudonimo Supahfly, che lo vede protagonista della scena reggae con il progetto Islasound e collaborazioni di rilievo a Bergamo, aprendo i concerti di icone internazionali come Protoje e Capleton; fino al ritorno alle radici, dal 2020, rientrato in Sardegna, ha intrecciato il suo talento con nomi del calibro di Moses Concas e Paolo Baldini, lavorando a colonne sonore e progetti culturali che mettono al centro l’identità isolana.
“Combinare passato e presente per proiettare la cultura dell’isola verso il futuro.” È questa la filosofia che traspare dal video registrato a Stintino: mentre le launeddas dialogano con il pianoforte, si avverte il respiro di una Sardegna che non dimentica chi è, ma che ha il coraggio di guardare lontano.
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