(FOTO) A Sant’Elia il mercatino della domenica, gli “affari” del weekend sotto il sole cagliaritano
Ci si trova di tutto e di più, meta di ritrovo degli "affaristi" della domenica cagliaritana. Ecco il mercatino di Sant'Elia.
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Ci si trova di tutto e di più fra gli spazi allestiti nell’area dei parcheggi del vecchio stadio Sant’Elia. C’è chi va alla ricerca di vestiti e bigiotteria, chi di alimentari, altri invece ci passeggiano curiosi, nelle assolate domeniche cagliaritane. Immancabili, poi, i “cacciatori” di libri, attenti a scovare, fra la moltitudine di romanzi e fumetti, magari qualche pezzo di rara edizione. Venduto, chissà perché, a pochi euro.
Così, occhio a tappeti e bancarelle. E pronti – chi lo sa fare – a mercanteggiare, cercando in qualche modo di ‘spuntarla’ sul venditore, tirando a ribasso il prezzo. In giro, tante le mamme alla ricerca di quaderni e oggetti per la scuola: in questi tempi risparmiare fa sempre comodo. E se poi insieme all’usato si trova anche un po’ di qualità va ancora meglio.
“Si vende bene?” si chiede al venditore. “Dipende dalle giornate” , la solita risposta da chi gli alti e bassi del commercio li conosce bene.
Da oltre un anno il Mercatino Cuore Sant’Elia è una realtà che ha preso il posto della storico “bazar” domenicale di viale Trento. Dopo la chiusura forzata, nel marzo 2020, dettata dalla pandemia, il mondo del piccolo commercio al dettaglio e quello dell’usato si sono trasferiti nell’area parcheggi del vecchio impianto del Cagliari Calcio: oggi sempre più meta di curiosi e piccoli “affaristi” cagliaritani.
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Tanti auguri alla bellissima e inossidabile Tzia Anna: «Il segreto dei miei 100 anni? Il vino del Mandrolisai!»

Nata a Laconi ma sorgonese d'adozione, la centenaria stupisce tutti: legge ancora il giornale e infila il filo nell'ago senza l'aiuto delle lenti.
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Il traguardo del secolo di vita ha sempre un’aura magica, ma quello tagliato oggi da Tzia Anna Melosu ha qualcosa di straordinario. Originaria di Laconi, la nuova centenaria ha festeggiato l’importante ricorrenza a Monserrato, circondata dall’affetto della figlia e dei familiari, ricevendo anche il caloroso omaggio dell’amministrazione comunale del suo paese natale.
A colpire chiunque incontri Tzia Anna non è solo la sua longevità, ma una vitalità fisica che sfida le leggi del tempo. In un’epoca in cui la tecnologia spesso affatica la vista anche dei giovanissimi, la centenaria rappresenta un caso più unico che raro: legge quotidianamente il giornale senza l’ausilio degli occhiali. Ma c’è di più: con una mano ferma e una vista infallibile, riesce ancora a compiere il gesto di precisione per eccellenza, ovvero infilare il filo nella cruna dell’ago. Un udito perfetto completa il quadro di una salute invidiabile.
Non poteva mancare la domanda sul segreto di una vita così lunga e lucida. Tzia Anna non ha dubbi e la sua risposta profuma di Sardegna e di tradizioni autentiche. Dopo aver vissuto per oltre 70 anni a Sorgono, nel cuore dell’Isola, il merito va ricercato nei frutti della vigna di famiglia. «Ho sempre bevuto un buon bicchiere di vino del Mandrolisai», ha confessato con un sorriso. «Noi avevamo la vigna proprio a Sorgono, il paese dove ho trascorso gran parte della mia vita».
La festa a Monserrato è stata l’occasione per unire idealmente tre territori: Laconi, che le ha dato i natali e le ha inviato auguri ufficiali; Sorgono, dove ha radicato la sua storia personale; e Monserrato, che oggi la accoglie in questo giorno speciale. A Tzia Anna Melosu, simbolo di una Sardegna che non si arrende al tempo, vanno i più sentiti auguri per questo secolo di storia, salute e saggezza.
Si ringrazia per gli scatti e le preziose informazioni il fotografo dei centenari sardi Pierino Vargiu e la moglie Angela Mereu, ambasciatori della longevità nell’Isola.
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