(FOTO) A Sant’Elia il mercatino della domenica, gli “affari” del weekend sotto il sole cagliaritano
Ci si trova di tutto e di più, meta di ritrovo degli "affaristi" della domenica cagliaritana. Ecco il mercatino di Sant'Elia.
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Ci si trova di tutto e di più fra gli spazi allestiti nell’area dei parcheggi del vecchio stadio Sant’Elia. C’è chi va alla ricerca di vestiti e bigiotteria, chi di alimentari, altri invece ci passeggiano curiosi, nelle assolate domeniche cagliaritane. Immancabili, poi, i “cacciatori” di libri, attenti a scovare, fra la moltitudine di romanzi e fumetti, magari qualche pezzo di rara edizione. Venduto, chissà perché, a pochi euro.
Così, occhio a tappeti e bancarelle. E pronti – chi lo sa fare – a mercanteggiare, cercando in qualche modo di ‘spuntarla’ sul venditore, tirando a ribasso il prezzo. In giro, tante le mamme alla ricerca di quaderni e oggetti per la scuola: in questi tempi risparmiare fa sempre comodo. E se poi insieme all’usato si trova anche un po’ di qualità va ancora meglio.
“Si vende bene?” si chiede al venditore. “Dipende dalle giornate” , la solita risposta da chi gli alti e bassi del commercio li conosce bene.
Da oltre un anno il Mercatino Cuore Sant’Elia è una realtà che ha preso il posto della storico “bazar” domenicale di viale Trento. Dopo la chiusura forzata, nel marzo 2020, dettata dalla pandemia, il mondo del piccolo commercio al dettaglio e quello dell’usato si sono trasferiti nell’area parcheggi del vecchio impianto del Cagliari Calcio: oggi sempre più meta di curiosi e piccoli “affaristi” cagliaritani.
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Bruno, il cane pastore che non serviva più: timido e buono, il canile lo sta spegnendo. Cerca casa con urgenza

Per conoscere la sua storia o proporsi per un'adozione, è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero: 327 311763. Un piccolo gesto, come una condivisione o un messaggio, può cambiare per sempre il destino di Bruno.
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È l’ennesima storia di abbandono che arriva dalla Sardegna, dove il confine tra “cane da lavoro” e “scarto” è ancora troppo labile. Lui è Bruno, un maestoso simil Maremmano recuperato in solitudine, vagante tra le campagne. Il sospetto dei volontari è il solito, amaro cliché: forse non serviva più come cane da pastore, forse la sua indole troppo mite non era funzionale al gregge. E così, è finito dietro le sbarre di un canile.
Bruno non è un cane che si mette in mostra. Non abbaia per attirare l’attenzione e non salta contro la rete. Al contrario, tende a rintanarsi in un angolo del box, quasi a voler diventare invisibile. È un cane molto timido, ma profondamente buono.
Chi lo accudisce ogni giorno assicura che basta un attimo di pazienza per veder fiorire la sua vera natura. Una volta superato il timore iniziale, Bruno cerca disperatamente la compagnia umana e in un contesto familiare, lontano dal frastuono del canile, sarebbe un compagno fedele e riconoscente, ma rimanendo rintanato nel suo angolo, Bruno rischia di non essere mai notato dai visitatori, condannandosi a una vita di solitudine.
“Aiutiamolo a non morire dentro un box. È un cane che avrebbe solo voglia di lasciarsi andare, ma qui in canile è difficile.” L’appello è rivolto a chiunque abbia spazio, pazienza e amore da offrire a un gigante buono che ha conosciuto solo il sapore amaro dell’abbandono. Bruno si trova in un canile del Centro Sardegna, ma aspetta solo una chiamata per iniziare la sua nuova vita.
Non lasciamo che Bruno diventi l’ennesimo “fantasma”. Per conoscere la sua storia o proporsi per un’adozione, è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero: 327 311763. Un piccolo gesto, come una condivisione o un messaggio, può cambiare per sempre il destino di Bruno.
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