Il Festival Scirarindi, giunto alla nona edizione, ritorna a Cagliari: alla Fiera nel weekend
I diecimila metri quadri della Fiera saranno occupati da circa 280 espositori che, declinati nelle varie aree dell'eco-turismo, della bioedilizia, agri-cultura, ambiente, artigianato, alimentazione, salute e benessere, rappresenteranno la Sardegna e tutte le realtà locali presenti alla manifestazione.
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Patrocinata dal Comune di Cagliari, la manifestazione è interamente organizzata dall’Associazione Culturale “Scirarindi” che propone un week-end alla scoperta della Sardegna, tramite un vero e proprio viaggio tra le eccellenze e tra i professionisti dell’isola.
“Scirarindi è ormai da anni una grande vetrina per tutta la regione. Un nuovo modo per raccontare il territorio dal punto di vista della gente”. Questa la presentazione di Giovannella Dall’Ara, responsabile dell’organizzazione e direttrice artistica del festival, durante la conferenza stampa, alla quale hanno preso parte anche i volontari che hanno contribuito attivamente alla realizzazione della rassegna.
I diecimila metri quadri della Fiera saranno quindi occupati da circa 280 espositori che, declinati nelle varie aree dell’eco-turismo, della bioedilizia, agri-cultura, ambiente, artigianato, alimentazione, salute e benessere, rappresenteranno la Sardegna e tutte le realtà locali presenti alla manifestazione. Nel vasto e nutrito programma di “Scirarindi” ci sarà spazio anche per i più piccoli, con attività che uniscono il divertimento all’apprendimento. Saranno organizzati infatti laboratori artistici di ceramica e con gli acquerelli, spettacoli in inglese e aree di svago con giocattoli fatti a mano, in legno e con materiali di riciclo. Non mancheranno nemmeno, nell’area animali del Festival, diverse iniziative per l’aiuto e il supporto dei nostri amici a quattro zampe.
Per poter entrare alla Fiera è previsto un contributo di partecipazione di 5 euro. L’ingresso è gratuito per i bambini, i ragazzi sotto i 16 anni e per gli over 65. Si potrà accedere liberamente a tutte le conferenze e le presentazioni, ai workshop, ai laboratori esperienziali, alle dimostrazioni pratiche, alle consulenze individuali, alle lezioni di gruppo e alle degustazioni.
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Virginia Raffaele adotta Pintu, il cane di un pastore sardo conosciuto sul set del film “La vita va così”

L'attrice ha raccontato in un'intervista con Alessandro Cattelan la trasformazione del cane adottato sul set di Riccardo Milani: "È passato dai pascoli della Sardegna al divano con Netflix".
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Dietro le quinte di un film nasce spesso qualcosa di magico, ma per Virginia Raffaele l’ultima esperienza sul set in Sardegna ha portato un regalo che va ben oltre il successo cinematografico. Durante le riprese di “La vita va così” (2025), la pellicola diretta da Riccardo Milani, l’attrice ha incrociato lo sguardo di un cane locale e non è più riuscita a separarsene.
Il protagonista di questa favola moderna si chiama Pintu. In origine, il cane apparteneva a un pastore della zona e viveva immerso nel contesto rurale e selvaggio del territorio sardo, seguendo i ritmi duri della vita pastorale. Un mondo che fa da sfondo proprio alla trama del film, ispirato alla straordinaria storia vera di Ovidio Marras, il pastore diventato simbolo della resistenza contro la cementificazione delle coste.
Il legame tra l’attrice e il quattrozampe è scoccato immediatamente tra una pausa e l’altra delle riprese. In una recente chiacchierata carica di ironia nel podcast di Alessandro Cattelan, Virginia Raffaele ha raccontato con il suo inconfondibile stile la nuova vita del suo compagno d’avventure. Secondo l’attrice, Pintu ha affrontato con estrema rapidità (e un certo gradimento) quella che ha definito una vera e propria “transizione sociale”: in pochi mesi è passato dal correre dietro alle greggi sotto il sole dell’Isola a godersi il comfort domestico, trasformandosi ufficialmente in un “cane da divano con abbonamento a Netflix”.
Il film “La vita va così”, oltre a sancire questo incontro fortunato, rappresenta un omaggio alla Sardegna più autentica e alla figura di Marras, l’uomo che sfidò i colossi dell’edilizia per proteggere la sua terra. Proprio in quell’atmosfera carica di valori e tradizioni, Virginia Raffaele ha trovato un nuovo amico, portando con sé a Roma un pezzetto di quella Sardegna profonda che l’ha ospitata.
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