Sapevate che il tartufo si trova anche in Sardegna? Ecco dove e quali tipologie

Sapevate che il tartufo si trova anche in Sardegna? Ecco dove e quali tipologie

Sapevate che è possibile trovare il prezioso tubero anche nella nostra isola? Ebbene si, il tartufo cresce anche in Sardegna, basta solo saperlo cercare! La specie più diffusa dalle nostre parti è il Nero Pregiato (Tuber Melanosporum Vittadini), che arriva a maturazione durante la stagione estiva. Lo si trova ai piedi di noccioli, querce, faggi, ma anche – chi l’avrebbe mai detto? – sotto i pini e lo si riconosce per la scorza nera cosparsa di verruche e per il suo aroma delicato.

Ma non è finita: nei boschi sardi infatti è possibile trovare anche il Bianchetto che invece cresce durante l’inverno e la primavera, conosciuto anche come marzuolo o col nome scientifico di Tuber Borchii. La somiglianza di questa specie al più pregiato tartufo bianco è incredibile. Se non fosse per la polpa di colore rosso scuro, sarebbe davvero difficile ad un occhio poco esperto distinguerle! In Sardegna cresce poi anche il tartufo Nero d’Inverno o Brumale (Tuber Brumale Vittadini).

Si, ma esattamente dove si trovano? Le terre fortunate sono il Sarcidano e l’Alta Marmilla, in particolare quel triangolo compreso tra Nurallao, Laconi e Villanovatulo. Nei boschi e nelle campagne di questi comuni vengono colti annualmente diversi quintali di tuberi. Una grandissima quantità! Per celebrare tale ricchezza, a Laconi si organizza nel mese di giugno la Sagra del Tartufo. Inutile dire che riscuota puntualmente un enorme successo, anche grazie alle piccole degustazioni offerte dai cercatori.

Il tartufo nel tempo si è fatto una “cattiva” fama: è considerato un alimento di lusso, ma lo è davvero? Pensate che per insaporire una pasta per 4 persone 8 g sono più che sufficienti. E un grammo di tartufo sardo costa circa un euro. Per sfruttarlo al meglio poi basta evitare di cuocerlo, grattugiandolo direttamente sui piatti pronti. Se lo si tiene in frigorifero bisogna avere l’accortezza di farlo tornare prima a temperatura ambiente, tirandolo fuori almeno un’ora prima.

 

roberto sacchetti - programmatore wordpress