Cagliari, porto Canale: la nave Bahri Tabuk, “carica di bombe per lo Yemen”
"Basta alle morti innocenti e alle stragi": la protesta di chi, da stamattina, sta monitorando l'attività della nave porta container Bahri Tabuk, attraccata a Cagliari e diretta, pare carica di bombe, in Arabia Saudita
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Cagliari: al porto Canale questa mattina è attraccata la nave porta container Bahri Tabuk. Secondo Cgil e Rete disarmo, la nave sarebbe stata caricata con decine di container pieni di bombe destinate all’Arabia Saudita. “I nostri porti continuano ad essere meta di navi del gruppo Bahri per i rifornimenti bellici ai Paesi sauditi”, dice il segretario nazionale della Filt Cgil, Natale Colombo, a seguito dell’attracco. Per il sindacalista, “il governo continua a tacere nonostante le denunce e le manifestazioni di protesta che ci hanno già visti impegnati in analoghi casi, prima a Genova e poi a Monfalcone”.
E continua: “Noi diciamo basta alle morti innocenti, non vogliamo essere complici delle stragi di incolpevoli civili e continuiamo ad essere fermamente contrari a tali rifornimenti perché violano gravemente le norme nazionali, europee ed internazionali”.
A lanciare l’allarme anche il Comitato per la riconversione della Rwm, la fabbrica di bombe con sede a Domusnovas, nel Sulcis: partita la richiesta al prefetto di Cagliari e all’Autorità portuale affinchè si adoperino “per evitare che la nave saudita imbarchi bombe destinate alla carneficina dello Yemen”. L’appello è rivolto anche ai lavoratori addetti alle operazioni di carico, ai vigili del fuoco e alle forze di pubblica sicurezza con l’invito a rifiutarsi di svolgere mansioni che eventualmente agevolino l’operazione.
Bruno, il cane pastore che non serviva più: timido e buono, il canile lo sta spegnendo. Cerca casa con urgenza

Per conoscere la sua storia o proporsi per un'adozione, è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero: 327 311763. Un piccolo gesto, come una condivisione o un messaggio, può cambiare per sempre il destino di Bruno.
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È l’ennesima storia di abbandono che arriva dalla Sardegna, dove il confine tra “cane da lavoro” e “scarto” è ancora troppo labile. Lui è Bruno, un maestoso simil Maremmano recuperato in solitudine, vagante tra le campagne. Il sospetto dei volontari è il solito, amaro cliché: forse non serviva più come cane da pastore, forse la sua indole troppo mite non era funzionale al gregge. E così, è finito dietro le sbarre di un canile.
Bruno non è un cane che si mette in mostra. Non abbaia per attirare l’attenzione e non salta contro la rete. Al contrario, tende a rintanarsi in un angolo del box, quasi a voler diventare invisibile. È un cane molto timido, ma profondamente buono.
Chi lo accudisce ogni giorno assicura che basta un attimo di pazienza per veder fiorire la sua vera natura. Una volta superato il timore iniziale, Bruno cerca disperatamente la compagnia umana e in un contesto familiare, lontano dal frastuono del canile, sarebbe un compagno fedele e riconoscente, ma rimanendo rintanato nel suo angolo, Bruno rischia di non essere mai notato dai visitatori, condannandosi a una vita di solitudine.
“Aiutiamolo a non morire dentro un box. È un cane che avrebbe solo voglia di lasciarsi andare, ma qui in canile è difficile.” L’appello è rivolto a chiunque abbia spazio, pazienza e amore da offrire a un gigante buono che ha conosciuto solo il sapore amaro dell’abbandono. Bruno si trova in un canile del Centro Sardegna, ma aspetta solo una chiamata per iniziare la sua nuova vita.
Non lasciamo che Bruno diventi l’ennesimo “fantasma”. Per conoscere la sua storia o proporsi per un’adozione, è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero: 327 311763. Un piccolo gesto, come una condivisione o un messaggio, può cambiare per sempre il destino di Bruno.
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