Casamonica: raffica di arresti, uno anche in Sardegna. Giro d’affari per 100mila euro al mese
Operazione dei carabinieri a Roma contro il clan dei Casamonica che ha permesso di smascherare un enorme giro di droga per oltre 100mila euro al mese. Ventidue gli arresti in varie città d'Italia, da Roma alla Lombardia alla Sardegna
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Altro duro colpo al clan dei Casamonica. Nuova operazione dei carabinieri che ha permesso di smantellare un enorme giro di droga: arrestate 22 persone, una anche a Nuoro. Gli inquirenti hanno accertato l’attività di un’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti principalmente nella zona di via del Quadraro e Porta Furba a Roma. Stimato un giro di affari di oltre 100mila euro al mese.
Le ordinanza di custodia cautelare richieste dalla Direzione distrettuale antimafia sono state eseguite tra Roma, Trapani, Foggia, Voghera (Pavia), Paola (Cosenza), Nuoro e Tornimparte (L’Aquila). Ventuno tra gli arrestati sono finiti in carcere, mentre una persona è agli arresti domiciliari.
L’indagine dei carabinieri era cominciata a gennaio 2017 e ha smascherato un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, strutturata su un gruppo criminale a connotazione familiare. I siti individuati a Roma, il Quadraro e Porta Furba, entrambi gestiti dai Casamonica, sono punti di smistamento di cocaina al dettaglio e importanti aree di snodo dei traffici di stupefacente. L’organizzazione, oltre ai capi riconducibili ai Casamonica, era costituita da altri individui, tutti italiani, ai quali il clan aveva affidato ruoli e compiti ben precisi.
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Il fotografo cagliaritano Roberto Satta alla Galleria Dantebus Margutta: uno sguardo che racconta l’invisibile

Cagliari continua a farsi portavoce di talenti capaci di dialogare con la scena artistica nazionale e internazionale. Tra questi, Roberto Satta, fotografo cagliaritano di 35 anni dalla sensibilità rara, ha recentemente visto una sua opera selezionata per la mostra “Misti di Arte” presso la prestigiosa Galleria Dantebus Margutta di Roma.
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Il fotografo cagliaritano Roberto Satta, 35 anni, porta la sua visione poetica alla mostra “Misti di Arte” della Galleria Dantebus Margutta di Roma. Specializzato in fotografia food per hotellerie e ristorazione, Satta ha sviluppato parallelamente una ricerca autoriale che esplora il rapporto tra corpo, materia e percezione visiva, muovendosi tra fotografia concettuale e still-life contemporaneo. Le sue opere trasformano il cibo in esperienza simbolica, indagando gesto, memoria sensoriale e identità.
La fotografia esposta, Edible Echoes, mostra una mano che affiora dal nero profondo stringendo una stecca di gelato, fragile e sensuale, la cui superficie screpolata rivela l’interno. Il corpo umano, con la sua pelle maculata, diventa eco della materia e la materia riflesso del corpo.
La luce, costruita per sottrazione con tensione chiaramente caravaggesca, sceglie cosa rivelare, lasciando il resto nell’ombra. L’opera invita lo spettatore a una contemplazione intensa, coinvolgendo corpo, mente e anima in un dialogo emotivo e simbolico.
Lo stesso Satta racconta: ” Nel mio lavoro il cibo non è mai solo un soggetto estetico. Mi interessa come materia viva, come oggetto carico di memoria, gesto e presenza umana. Attraverso immagini essenziali e controllate, cerco di spostare l’attenzione dalla semplice rappresentazione del cibo alla sua dimensione più intima e simbolica. Il progetto Becoming nasce da questa esigenza: osservare il cibo come qualcosa che cambia, che si trasforma, che entra in relazione con il corpo e con chi guarda. Lavoro spesso su fondi scuri, con una luce costruita per sottrazione, lasciando che siano le superfici, le imperfezioni e i dettagli a guidare la lettura dell’immagine”.
“Il mio obiettivo – conclude – non è raccontare una ricetta o un piatto, ma creare immagini che attivino una percezione più profonda, in cui il cibo diventa pretesto per parlare di identità, fragilità e trasformazione. La fotografia diventa così uno spazio di incontro tra materia e sguardo, tra ciò che si vede e ciò che si sente”.
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