Anche i ricchi piangono: triplice omicidio in Austria, famiglia di nobili sterminata
Triplice omicidio nella nobiltà austriaca. La polizia ha arrestato il conte Anton von Goess per l'omicidio del padre, conte Ulrich von Goess, della madre, Margherita Cassis Faraone, di 87, friulana, e di un altro figlio del conte, Ernst. L'omicida ha confessato
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Tra le vittime c’è anche un’italiana, la contessa Margherita Cassis Faraone, di 87 anni, friulana, sposata con il conte Ulrich von Goess, di 92 anni, anche lui ucciso. La terza vittima è il figlio Ernst. L’omicidio è avvenuto nell’antica dimora di Bockfliess, di proprietà di Ulrich von Goess. Sua moglie, Margherita Cassis Faraone era di Terzo di Aquileia (Udine). Secondo la principale agenzia di stampa austriaca, la APA, sul caso il procuratore del distretto di Mistelbach avrebbe sottolineato che frequenti erano i litigi in famiglia. Il triplice omicidio sarebbe avvenuto giovedì e l’arrestato, che sarebbe già stato interrogato, sarebbe rinchiuso nella prigione di Korneuburg da ieri pomeriggio. Il magistrato avrebbe incaricato di sottoporre il presunto omicida a esami clinici, anche psichiatrici, per verificare se avesse fatto uso di sostanze particolari prima di commettere l’assassinio. La settimana prossima, invece, saranno eseguiti esami autoptici sui corpi delle tre vittime. L’APA conferma che l’omicida avrebbe sparato, probabilmente cinque colpi del fucile da caccia. A lanciare l’allarme è stata una donna che avrebbe dichiarato di essersi insospettita dopo che giovedì aveva sentito rumori “come scoppi”.
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Ussana si ferma per l’ultimo saluto a Paolo Accossu, 19 anni: proclamato il lutto cittadino

Il diciannovenne ha perso la vita in un tragico incidente a Sestu. Il sindaco: «Una tragedia immensa, l’intero paese si stringe alla famiglia».
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Una comunità sospesa, avvolta in un silenzio carico di dolore. Ussana si ferma oggi, 9 febbraio 2026, per l’addio a Paolo Accossu, il giovane di soli 19 anni strappato alla vita sabato scorso in un drammatico incidente stradale sulla Provinciale 9, a pochi chilometri da casa.
Il sindaco Emidio Contini ha proclamato il lutto cittadino, disponendo l’interruzione di ogni attività dalle 14:00 alle 17:30. Bandiere a mezz’asta e serrande abbassate accompagneranno le esequie, previste per le 15:30 nella chiesa di San Sebastiano. Un atto dovuto e sentito per permettere a tutti di stringersi attorno a papà Massimo e mamma Cristina, devastati da una perdita definita da tutti «ingiusta e incolmabile».
Il giovane studente viaggiava a bordo della sua Fiat Panda quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo finendo fuori strada. L’impatto, estremamente violento, ha sbalzato Paolo fuori dall’abitacolo. Nonostante il tempestivo intervento del 118 e i disperati tentativi di rianimazione effettuati sul posto dai sanitari, il cuore del diciannovenne ha cessato di battere poco dopo l’arrivo dei soccorsi. I rilievi, effettuati con il supporto dei Vigili del Fuoco, confermano la natura autonoma del sinistro.
Paolo non era solo un “bravo ragazzo” legato alla famiglia: era un appassionato di musica e, soprattutto, di calcio. Una passione, quest’ultima, ereditata dal padre Massimo, colonna storica dell’Ussana Calcio. Anche Paolo aveva indossato quella maglia, lasciando un segno per la sua educazione e il suo carisma. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalla società Monastir 1983, di cui il giovane era stato tesserato, unendosi al coro di dolore che ha colpito l’intero hinterland cagliaritano.
Particolarmente toccante è stato il momento vissuto sabato sera in piazza IV Novembre, dove decine di amici si sono ritrovati spontaneamente per accendere un lume in sua memoria. Un gesto per esorcizzare il vuoto e per farsi forza a vicenda davanti a una realtà che li ha messi alla prova troppo presto. La famiglia, pur chiusa in un dolore straziante, ha voluto ringraziare per le migliaia di messaggi di vicinanza ricevuti in queste ore: «Grazie per l’affetto, è una tragedia immensa». Oggi, nel giorno dell’ultimo viaggio, Ussana promette di non lasciarli soli, affinché a Paolo «la terra sia lieve».
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