Bambina di 5 anni multata di 20 euro per aver camminato sulla pista ciclabile
La piccola era sfuggita per un attimo al controllo dei genitori ed è stata investita da un monopattino elettrico. I vigili l'hanno multata di 20 euro per aver camminato dove passano le biciclette
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Correva a piedi sulla pista ciclabile, scappata per un attimo al controllo dei genitori. All’improvviso un monopattino elettrico la investe facendola rovinare a terra: è quanto avvenuto a Jesolo, provincia di Venezia, ad una bambina di 5 anni. La sorpresa però quando sul posto arrivano i vigili: multa alla piccola di 20 euro (di cui risponderanno ovviamente i due genitori) per aver camminato dove passano le biciclette.
Oltre il danno, la beffa dunque. Come riporta Tgcom, la bambina infatti ha riportato delle ferite al viso e sulla bocca, sotto shock dopo l’improvviso impatto. L’intransigenza mostrata dai due vigili ha scatenato la reazione della famiglia, già rivoltasi ad uno studio legale per chiarire la questione e la legittimità della sanzione in particolare. Resta infatti da capire se quel monopattino elettrico potesse davvero stare sulla ciclabile.
Il dibattito sulle ciclabili e sui tratti pedonali è sempre vivo: segnalazioni e reclami sono all’ordine del giorno, che vanno ad incrociarsi con delle regolamentazioni sempre più vaghe a causa dei tanti mezzi trasporto utilizzati, come possono essere skate, risciò, hoverboard e quant’altro. A rimetterci questa volta è stata una famiglia in vacanza al Lido.
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Nel cuore della Toscana la memoria dell’emigrazione dei pastori sardi

Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità.
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Nel cuore della Toscana prende forma un racconto di lavoro, identità e legalità: è quello dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento, oggi al centro del progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, presentato alla Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia (Siena).
Con il completamento dello Spazio della Narrazione, allestito nella Sala della Legalità della Tenuta – il più grande bene confiscato alla mafia in Italia – il progetto entra a pieno regime. Un luogo simbolico, messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa.
All’evento conclusivo ha partecipato l’assessora regionale Desirè Manca, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio virtuoso di connessione tra istituzioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro, nel segno della legalità, dell’inclusione e della valorizzazione delle identità.
Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità. «Non un museo, ma una narrazione», come ha spiegato il coordinatore Elio Turis, costruita attraverso percorsi multimediali, immersivi e sensoriali, dentro e fuori le Sale della Legalità, fino al Giardino Sardegna.
Presentati anche il volume Emigrazione Sarda nel Centro Italia, l’e-book, materiali divulgativi e installazioni digitali. Uno spazio vivo, aperto anche alle scuole, che custodisce e restituisce la memoria dell’emigrazione sarda come patrimonio condiviso.
Le visite sono prenotabili scrivendo a [email protected]
. Tutte le informazioni su www.emigrazionesardacentroitalia.it
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