Bambina di 5 anni multata di 20 euro per aver camminato sulla pista ciclabile
La piccola era sfuggita per un attimo al controllo dei genitori ed è stata investita da un monopattino elettrico. I vigili l'hanno multata di 20 euro per aver camminato dove passano le biciclette
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Correva a piedi sulla pista ciclabile, scappata per un attimo al controllo dei genitori. All’improvviso un monopattino elettrico la investe facendola rovinare a terra: è quanto avvenuto a Jesolo, provincia di Venezia, ad una bambina di 5 anni. La sorpresa però quando sul posto arrivano i vigili: multa alla piccola di 20 euro (di cui risponderanno ovviamente i due genitori) per aver camminato dove passano le biciclette.
Oltre il danno, la beffa dunque. Come riporta Tgcom, la bambina infatti ha riportato delle ferite al viso e sulla bocca, sotto shock dopo l’improvviso impatto. L’intransigenza mostrata dai due vigili ha scatenato la reazione della famiglia, già rivoltasi ad uno studio legale per chiarire la questione e la legittimità della sanzione in particolare. Resta infatti da capire se quel monopattino elettrico potesse davvero stare sulla ciclabile.
Il dibattito sulle ciclabili e sui tratti pedonali è sempre vivo: segnalazioni e reclami sono all’ordine del giorno, che vanno ad incrociarsi con delle regolamentazioni sempre più vaghe a causa dei tanti mezzi trasporto utilizzati, come possono essere skate, risciò, hoverboard e quant’altro. A rimetterci questa volta è stata una famiglia in vacanza al Lido.
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Referendum giustizia, vince il No: affluenza al 58,9% nazionale e 52,8% nell’Isola

La partecipazione più alta si registra nella provincia di Sassari con il 54,21%, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari al 54,17%, con il capoluogo che raggiunge il 60,36%.
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Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si avvia verso una netta bocciatura. Con quattro quinti delle sezioni scrutinate, a livello nazionale il No si attesta al 54%, mentre il Sì si ferma al 46%, segnando un margine ormai difficilmente colmabile.
In Sardegna il divario è ancora più ampio: con 1.285 sezioni su 1.847 esaminate, i contrari raggiungono il 59,52% contro il 40,48% dei favorevoli. Sul risultato nell’Isola è intervenuta la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che sui social ha commentato: «La vittoria del No difende la nostra Costituzione. La Costituzione è e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna». Rilevante anche il dato dell’affluenza: a livello nazionale si registra una partecipazione del 58,9%, elevata per un referendum confermativo senza quorum. In Sardegna si è recato alle urne il 52,84% degli aventi diritto, circa sei punti percentuali in meno rispetto al dato nazionale.
La partecipazione più alta si registra nella provincia di Sassari con il 54,21%, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari al 54,17%, con il capoluogo che raggiunge il 60,36%. Più bassa l’affluenza in Gallura Nord Est, ferma al 49,21%, mentre nelle altre aree si oscilla attorno o sopra il 50%: Sulcis Iglesiente 51,53%, Medio Campidano 51,27%, Nuorese 53,01%, Ogliastra 52,39% e Oristanese 50,97%. Il quesito riguardava la legge costituzionale sulle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, con punti centrali come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la creazione di una nuova Alta Corte disciplinare. A commentare l’esito è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Rispettiamo la decisione dei cittadini, pur con rammarico». Il voto restituisce quindi un’indicazione politica chiara, sia a livello nazionale sia in Sardegna, dove il No si afferma con particolare forza.
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