La comunità scolastica di Quartu Sant’Elena è stata colpita da un dolore improvviso e profondo per la morte di Massimo Antonucci, docente del Liceo Motzo di Quartu Sant’Elena, stroncato da un male rapidissimo che non gli ha lasciato scampo.
Il lutto
Professore molto stimato e amatissimo dagli studenti, Antonucci era una figura capace di lasciare il segno ben oltre l’attività didattica. Per lui insegnare non significava ricoprire un ruolo, ma assumersi una responsabilità umana profonda, fatta di presenza, ascolto e partecipazione autentica alla vita della scuola.
Accanto alla vocazione educativa, Massimo Antonucci aveva un passato intenso nel mondo della musica. Negli anni Ottanta era stato leader della band Physique du Rôle, formazione molto attiva in quel periodo, espressione di una scena musicale viva e sperimentale. La musica è rimasta per tutta la vita una sua grande passione, un linguaggio libero e potente che ha continuato a coltivare e a condividere anche con i più giovani.
Docente stimato e figura di riferimento per intere generazioni di studenti, Antonucci era particolarmente amato dai ragazzi, che in lui trovavano non solo un insegnante preparato, ma soprattutto una guida umana capace di empatia e autenticità. La sua passione per la musica si intrecciava naturalmente con il suo modo di fare scuola, rendendo le relazioni educative più profonde e vere.
A ricordarlo è stato lo stesso liceo, che ha pubblicato un lungo e commosso messaggio affidato ai canali ufficiali dell’istituto, restituendo il senso della sua presenza e della traccia lasciata:
«Per la nostra comunità è una giornata di profondo dolore. Il nostro collega Massimo Antonucci ci ha lasciato, dopo una malattia fulminante affrontata con la forza e la dignità che tutti noi abbiamo imparato a conoscere. Massimo credeva profondamente nel valore educativo del nostro mestiere. Non lo viveva come un ruolo, ma come una responsabilità umana. Cercava ogni occasione per esserci, per rendersi utile, per partecipare alla vita della scuola e a tutto ciò che la rende significativa, dentro e fuori dalle aule.
Qualche settimana fa aveva detto: «Sono stato qui per imparare ad amare e ricevere amore».
Queste parole oggi risuonano con una verità ancora più profonda e ci restituiscono il senso della sua presenza tra noi e della traccia che lascia. Oggi è un giorno di tristezza. Ma è anche il giorno in cui riconosciamo ciò che Massimo ha donato: una presenza autentica, una dedizione silenziosa, una umanità che ha saputo arrivare agli altri. È riuscito a lasciarla fino all’ultimo. Il suo ricordo continuerà a vivere, in modi diversi, dentro ciascuno di noi. Siamo vicini a Valentina e a tutti i suoi familiari e amici, con affetto e gratitudine. Che la terra Ti sia lieve, Massimo».
Parole che oggi assumono il valore di un testamento umano e professionale. Quartu Sant’Elena perde un insegnante, un musicista, ma soprattutto una persona capace di lasciare un segno profondo e duraturo nel cuore di chi lo ha conosciuto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA