Le lega una pietra al collo e la butta in mare: “Non voleva farsi il bagno”
Una storia di terribile crudeltà che arriva dalla Sicilia. Mia pare non volesse farsi il bagno: il "padrone" allora decide di legarle al collo una grossa pietra e di buttarla in acqua lo stesso
canale WhatsApp
Il suo cane non voleva far il bagno, così lui gli ha legato una pietra al collo e lo ha gettato in acqua. È accaduto a Valderice, nel Trapanese. Mia, così si chiama la cagna (munita di microchip grazie a cui si è risaliti al proprietario), è però riuscita a liberarsi dal collare al quale era legata la pietra, e a tornare in riva. I bagnanti, che nel mentre si erano accorti della situazione e avevano chiamato la polizia, hanno prontamente soccorso l’animale. Il cane ora sta bene, il suo proprietario è stato individuato e denunciato. È ora accusato di maltrattamento di animali.
Il gesto ha infiammato le polemiche e suscitato l’ira degli animalisti. L’associazione Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali ha raccontato la vicenda su Facebook: “Il Presidente del NOITA Enrico Rizzi ha appena incontrato il sindaco di Valderice, Francesco Stabile ove si è verificato il gesto criminale di un balordo senza scrupoli. Il sindaco ha accolto il suo invito di seguire, congiuntamente alla mia associazione, tutto l’iter giudiziario, annunciando la costituzione di parte civile contro il balordo. Rizzi ha garantito al sindaco che seguirà personalmente la povera Mia, affinché appena uscita dall’ambulatorio ove è attualmente ricoverata, possa trovare una famiglia pronta ad accoglierla, in attesa della “confisca” definitiva disposta dalla Magistratura”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A Sarule si festeggiano i 105 anni di Tzia Pasqua, simbolo di una Sardegna autentica che attraversa il tempo con dignità e forza

Chi le sta accanto parla di una donna determinata e al tempo stesso dolce, capace di accogliere, ascoltare e trasmettere insegnamenti con la naturalezza di chi ha imparato tutto dall’esperienza
canale WhatsApp
Grande festa a Sarule per i 105 anni di Tzia Pasqua, memoria vivente del paese e testimone preziosa di oltre un secolo di storia. Un traguardo straordinario.
Nata nei primi anni del Novecento, Tzia Pasqua ha attraversato epoche profondamente diverse tra loro: l’infanzia segnata dai ritmi della vita contadina, gli anni difficili della guerra, la ricostruzione, i cambiamenti sociali ed economici che hanno trasformato la Sardegna. La sua è una vita fatta di lavoro, sacrificio, legami familiari forti e valori custoditi con coerenza e semplicità.
Chi le sta accanto parla di una donna determinata e al tempo stesso dolce, capace di accogliere, ascoltare e trasmettere insegnamenti con la naturalezza di chi ha imparato tutto dall’esperienza. La sua lucidità e la serenità con cui osserva il presente rappresentano un esempio per le nuove generazioni.
Il suo compleanno diventa così una festa collettiva, un momento in cui il paese si riconosce nelle proprie radici e celebra non solo un’età anagrafica eccezionale, ma un patrimonio umano e culturale che merita rispetto e valorizzazione.
Un ringraziamento per le informazioni e le immagini va a Pierino Vargiu e Angela Mereu, ambasciatori dei Centenari Sardi, da anni impegnati a raccontare e custodire le storie straordinarie della longevità dell’isola.
A 105 anni, Tzia Pasqua continua a rappresentare un ponte tra passato e futuro, un esempio di forza silenziosa e di amore per la propria terra. Sarule oggi la abbraccia con orgoglio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

