Le lega una pietra al collo e la butta in mare: “Non voleva farsi il bagno”
Una storia di terribile crudeltà che arriva dalla Sicilia. Mia pare non volesse farsi il bagno: il "padrone" allora decide di legarle al collo una grossa pietra e di buttarla in acqua lo stesso
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Il suo cane non voleva far il bagno, così lui gli ha legato una pietra al collo e lo ha gettato in acqua. È accaduto a Valderice, nel Trapanese. Mia, così si chiama la cagna (munita di microchip grazie a cui si è risaliti al proprietario), è però riuscita a liberarsi dal collare al quale era legata la pietra, e a tornare in riva. I bagnanti, che nel mentre si erano accorti della situazione e avevano chiamato la polizia, hanno prontamente soccorso l’animale. Il cane ora sta bene, il suo proprietario è stato individuato e denunciato. È ora accusato di maltrattamento di animali.
Il gesto ha infiammato le polemiche e suscitato l’ira degli animalisti. L’associazione Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali ha raccontato la vicenda su Facebook: “Il Presidente del NOITA Enrico Rizzi ha appena incontrato il sindaco di Valderice, Francesco Stabile ove si è verificato il gesto criminale di un balordo senza scrupoli. Il sindaco ha accolto il suo invito di seguire, congiuntamente alla mia associazione, tutto l’iter giudiziario, annunciando la costituzione di parte civile contro il balordo. Rizzi ha garantito al sindaco che seguirà personalmente la povera Mia, affinché appena uscita dall’ambulatorio ove è attualmente ricoverata, possa trovare una famiglia pronta ad accoglierla, in attesa della “confisca” definitiva disposta dalla Magistratura”.
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Carburanti alle stelle in Sardegna, il gasolio tocca 2,18 euro e scoppia la protesta

La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma e in Sardegna il gasolio raggiunge quota 2,18 euro al litro, un dato che fotografa una situazione sempre più critica per automobilisti e famiglie, mentre nell’Isola si registra il secondo incremento più alto per la benzina in sole 24 ore, alimentando polemiche e proteste da parte delle associazioni dei consumatori e di chi ogni giorno deve fare i conti con il pieno sempre più caro.
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Carburanti alle stelle in Sardegna, il gasolio tocca 2,18 euro e scoppia la protesta.
La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma e in Sardegna il gasolio raggiunge quota 2,18 euro al litro, un dato che fotografa una situazione sempre più critica per automobilisti e famiglie, mentre nell’Isola si registra il secondo incremento più alto per la benzina in sole 24 ore, alimentando polemiche e proteste da parte delle associazioni dei consumatori e di chi ogni giorno deve fare i conti con il pieno sempre più caro.
Il parere dell’Unione nazionale consumatori è netto e non lascia spazio a interpretazioni, definendo quanto sta accadendo una vergogna e sottolineando come i prezzi, invece di scendere, continuino imperterriti a salire, rappresentando l’ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti.
I numeri confermano una tendenza che non accenna a rallentare, con il diesel self che in sole 24 ore è passato da 2,174 euro al litro dell’8 aprile a 2,181 di oggi, una media che rappresenta un incremento secco di 7 centesimi, mentre per la benzina l’aumento appare leggermente più contenuto ma comunque significativo, passando da 1,790 euro al litro a 1,794, con un rialzo di 4 centesimi che colloca la Sardegna tra le regioni con i rincari giornalieri più elevati, seconda solo a realtà come Abruzzo ed Emilia Romagna dove l’aumento ha raggiunto i 5 centesimi.
Il confronto con le settimane precedenti rende ancora più evidente la portata dell’aumento, considerando che il 3 marzo, quando hanno iniziato a sentirsi gli effetti dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, il gasolio era venduto a 1,762 al litro e la benzina a 1,700, valori ormai lontani rispetto ai livelli attuali e che testimoniano un’impennata significativa in un arco temporale relativamente breve. A livello nazionale la situazione non è uniforme ma resta comunque preoccupante, con alcune regioni che registrano prezzi ancora più elevati, come la Calabria dove si supera la soglia di 2,2 euro al litro per il gasolio, segnale di un fenomeno diffuso e non circoscritto.
Le critiche si concentrano anche sull’andamento dei mercati internazionali, con l’Unione nazionale consumatori che evidenzia come i prezzi avrebbero dovuto scendere già ieri, alla luce delle dichiarazioni di Trump sulla tregua di due settimane e del conseguente calo del petrolio, con il Wti che nella notte aveva già registrato una discesa del 10% arrivando poi al 18% e chiudendo a New York a 94,41 dollari con una perdita superiore al 16,41%, un andamento che avrebbe dovuto riflettersi anche sui prezzi alla pompa. Nonostante questo, in media, nessuno ha ridotto i prezzi, una situazione che viene definita scandalosa e che alimenta il malcontento tra i consumatori, sempre più esposti alle oscillazioni del mercato senza percepire benefici quando le quotazioni internazionali scendono.
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