Stefano Sciola, militare dell’Aeronautica e dj: la sua vita si era fermata. La bellissima storia della rinascita tra forza, tenacia, amore per la Madonna e il suo futuro di progetti e prevenzione
Provate a immaginare per un attimo di essere in macchina mentre rientrate da lavoro. Vi fermate al semaforo e al telefono dite a un’amica che non vedete l’ora di tornare a casa per riposare, passando per la farmacia a comprare
canale WhatsApp
Provate a immaginare per un attimo di essere in macchina mentre rientrate da lavoro. Vi fermate al semaforo e al telefono dite a un’amica che non vedete l’ora di tornare a casa per riposare, passando per la farmacia a comprare qualcosa per una fastidiosa faringite. Poi il black out e il risveglio sotto a una luce bianca in mezzo a camici e medici dell‘ospedale Brotzu di Cagliari.
Questo è quello che, l’11 luglio 2017 è successo a Stefano Sciola, 40enne cagliaritano militare dell’aeronautica e conosciutissimo dj con quasi 20 anni di carriera alle spalle. Stefano guidava la sua auto quando è stato colpito da emorragia cerebrale: il suo cervello si è spento, il guardrail lungo la strada del rientro a casa, zona Elmas, ha bloccato la corsa della sua auto e un’ambulanza ha letteralmente ricucito quel filo che piano piano si stava allentando e lo stava rubando, troppo presto, alla vita.
La sua è una di quelle storie che valgono la pena essere raccontate e i motivi sono tanti: al di là della tragedia che è successa, dell’incidente e delle cure successive di cui ora racconteremo, Stefano ha deciso che la sua vita non poteva fermarsi lì, a quell’11 luglio. Ha preso in mano le sue difficoltà, le sue paure, il suo corpo e ha rimesso insieme tutti i pezzi del puzzle. Il risultato? Un sorriso che, ora, così come prima dell’11 luglio, abbaglia e rende felici chiunque ascolti la sua storia e stia in sua compagnia, occhi che ridono di una gioia contagiosa e un concentrato di positività ed energia che serve, a chiunque.
Ma torniamo a ciò che è accaduto. Stefano ha avuto, per una malformazione venosa, un angioma cavernoso (malattia di cui in Sardegna abbiamo un alto tasso, ndr): un versamento di sangue ha compresso la parte destra del suo cervello mandandolo in black out. «Nella tragedia, la prima fortuna che ho avuto è stata quella di essere soccorso da un’ambulanza medicalizzata. Lì hanno capito subito che c’era un problema neurologico. All’ospedale Brotzu di Cagliari hanno eseguito tutti gli accertamenti e la diagnosi, sono stato rimandato a casa in dimissione protetta con tante promesse da mantenere: non telefonare per troppi minuti di seguito, non prendere sole, niente sport, niente stress, niente musica, niente di niente. Per un attimo mi sono visto perso».
Una vita d’azione in stand by: per un uomo abituato ad amare il mondo del lavoro aeronautico, il nuoto, la radio ed avere giornate piene dalla mattina alla sera; stessa vita intensa durante il weekend con le serate tra Villasimius e la Costa Smeralda, un duro colpo da reggere, senza contare l’attesa, la tremenda attesa del non sapere il da farsi. In un primo momento infatti viene informato della possibilità di trattare il suo problema a Milano: l’angioma si sarebbe potuto riassorbire con la tecnica dei raggi gamma-knife, una radioterapia all’avanguardia. Ma a settembre l’amara notizia: il sangue versato era troppo e risultava necessario un intervento chirurgico delicato. Il 23 ottobre Stefano viene operato a Milano dal neurochirurgo Paolo Ferroli e la sua equipe all’Istituto Neurologico Carlo Besta: «Sono stato sotto i ferri per ben 6 ore e mi ha svegliato un’infermiera di Meana Sardo! Il giorno dopo ero già in piedi e da lì, ho usato tutte le armi in mio potere per riprendermi in mano la vita».
«Ho una grande fortuna: il dono della fede. Sono devotissimo alla Madonna e mi sono affidato completamente a lei. È stato un aiuto enorme nei momenti più bui: quando il farmaco antiepilessia mi ha devastato con gli effetti collaterali fino all’attesa del referto dell’esame istologico, arrivato poco prima di Natale e per fortuna negativo». L’ultimo controllo Stefano l’ha fatto il 15 gennaio scorso: la rmn ed un elettroencefalogramma hanno dichiarato la sua guarigione, fermo restando il danno biologico permanente (che ancora gli rende difficile scrivere in corsivo, ndr). Prossimo controllo, tra 365 giorni.
Oggi ha riniziato con la sua passione, la musica, le serate ed un brano dance in programma che uscirà tra pochissimo: «E l’estate del 2018 sarà l’ultima, lavorativamente parlando. Ho fatto il mio tempo come dj, ora spazio ai giovani!». E a metà febbraio tornerà a lavoro. «Quello che è successo mi ha cambiato, e molto. Mi rendo conto di essere un miracolato e ora devo convivere serenamente con il mio nuovo presente: per prima cosa avere ben salda la consapevolezza che ogni sintomo e mal di testa va minimizzato, non posso vivere nella paura che mi ricapiti l’emorragia. Allo stesso tempo ho preso atto che viviamo in periodo storico in cui non possiamo permetterci di trascurare la PREVENZIONE. Lancio un appello a tutti i miei coetanei: molti di noi vivono credendo di essere immortali, senza ascoltare il proprio corpo e quello che succede intorno a loro. Purtroppo siamo la generazione dei tumori: non lo dico io ma i medici. Andate a farvi controllare periodicamente, gli screening servono a questo: approfondite la storia medica dei vostri genitori e quella familiare. Una visita in più non costa nulla e può salvare la vita».
«Quello che mi è successo forse poteva essere evitato: ero già stato operato alla safena e la mia storia familiare parlava chiaro. In più la mattina dell’incidente ero molto irritabile, la sera estremamente stanco, insomma sarei dovuto stare più attento. E ora, col senno di poi, so che non rifarò gli stessi errori. Fatelo anche voi, la vita è una sola e basta un attimo, un solo secondo e in un soffio tutto può finire. La prevenzione è un’arma importantissima capace davvero di salvarci».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Buon pari del Cagliari a Parma: al Tardini finisce 1-1

Buon pari del Cagliari al Tardini di Parma: i ragazzi di Pisacane conquistano un punto dopo una buona partenza e compiono un altro passo verso la salvezza. Decisive le reti di Folorunsho al 63' (gran gol) e di Oristanio all'83'.
canale WhatsApp
Buon pari del Cagliari a Parma: al Tardini finisce 1-1.
Buon pari del Cagliari al Tardini di Parma: i ragazzi di Pisacane conquistano un punto dopo una buona partenza e compiono un altro passo verso la salvezza. Decisive le reti di Folorunsho al 63′ (gran gol) e di Oristanio all’83’.
Il ventisettesimo turno di Serie A si apre con il pareggio tra Parma e Cagliari, una sfida-salvezza del Tardini che finisce in parità regalando emozioni autentiche e colpi di scena degni della massima serie; le due squadre, entrambe fuori dalla zona rossa, portano comunque a casa un punto utile per restare sereni e compiere un altro passo verso la salvezza in una gara di improvvisi squilli, giocata soprattutto a centrocampo, ma che ha mostrato qualità e tecniche sopraffine.
I ragazzi di Pisacane conquistano un punto dopo una buona partenza, dimostrando un’attenzione e un equilibrio che sono stati spezzati solamente da un ritorno in campo da sogno da parte di Folorunsho; per Michael Folorunsho non poteva infatti esserci ritorno migliore dopo essere rimasto out da fine dicembre, poiché il centrocampista italiano ha brillato durante Parma-Cagliari subentrando al minuto 61 e segnando un goal da cineteca che non è valso però il successo finale. Un eurogoal di Folorunsho, arrivato appena due minuti dopo l’ingresso in campo e il ritorno dopo due mesi, sblocca la partita tra Parma e Cagliari con una conclusione che ha lasciato il pubblico senza fiato; posizionato vicino alla linea laterale, in posizione decisamente decentrata, l’ex Verona ci ha provato scagliando un tiro laterale dai trenta metri che ha mandato la palla all’incrocio sul lato opposto, scatenando applausi a scena aperta.
Gli ospiti sembravano poter ottenere i tre punti in virtù di Folorunsho e del suo gran gol nella ripresa, ma alla fine questo gioiello non è stato abbastanza per strappare l’intera posta in palio e avvicinarsi alla salvezza in modo definitivo; l’ex Oristanio la riprende infatti all’83’, siglando una rete più classica ma comunque fondamentale per il cammino gialloblù.
Oristanio, ex della gara e in campo nella ripresa, ha battuto l’inesuperabile Caprile per l’1-1 finale approfittando di un tocco errato di Esposito al limite dell’area; dopo il goal, il giocatore del Parma ha anche zittito i suoi vecchi tifosi che avevano avuto modo di beccarlo durante la ripresa, aggiungendo un pizzico di pepe a un finale già vibrante. A livello di singoli, il match di Parma ha visto protagonisti soprattutto i portieri, con Corvi e Caprile che si sono superati costantemente; l’estremo difensore gialloblù nulla ha potuto sulla traiettoria magica dell’avversario rossoblù, ma Corvi aveva precedentemente detto no agli avanti isolani con due parate decisive, una per tempo.
Gli interventi più spettacolari della gara sono stati però, anche in questo caso uno per tempo, quelli del numero uno del team isolano, capace di respingere il sinistro di Pellegrino in maniera prodigiosa e il mancino di Bernabe su punizione, diretto proprio all’incrocio dei pali; anche Caprile è stato incolpevole sul gol avversario, quando la deviazione sfortunata ha favorito l’inserimento vincente. La parte finale di gara ha visto un Parma arrembante contro un Cagliari chiuso, ma mai realmente in pericolo, nonostante i padroni di casa abbiano tentato l’assalto finale restando però in dieci per gli ultimi due minuti a causa dell’infortunio di Troilo a cambi ormai terminati; al triplice fischio, al Tardini finisce 1-1, sancendo un buon pari del Cagliari a Parma che certifica la solidità di un gruppo mai domo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






