A Cagliari, tra via Castiglione e via Grandi, la prima piazza in Italia dedicata al Rotary
«Siamo felici di poter dedicare al Rotary questo spazio della città che verrà vissuto e frequentato non solo dai soci ma da tutti i cittadini». Non è voluto mancare il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, alla intitolazione all’associazione internazionale del
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«Siamo felici di poter dedicare al Rotary questo spazio della città che verrà vissuto e frequentato non solo dai soci ma da tutti i cittadini». Non è voluto mancare il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, alla intitolazione all’associazione internazionale del giardino situato tra via Castiglione e via Grandi che si è svolta questa mattina.
Presenti, oltre al primo cittadino, anche la vice sindaco, con delega alla Mobilità, Luisa Anna Marras, l’Assessore al Verde Pubblico Paolo Frau, il Presidente del Consiglio Comunale Guido Portoghese e il Presidente della Commissione Consiliare Personale e Affari Generali Roberto Tramaloni.
Alla cerimonia hanno partecipato anche i rappresentanti dei vari Rotary Club del capoluogo sardo, guidati dalla presidentessa del Rotary Club Cagliari Est, Cicci Ibba. «Questa piazza è un grande orgoglio per noi perché è di tutti i rotariani e non solo. Ci fa piacere che sia stata intitolata a noi perché oltre a fare tanti service internazionali, abbiamo lavorato parecchio anche per la città». Entusiasta ed emozionata anche il Governatore del Distretto 2080, Salvina Deaiana che ha confermato come quella di Cagliari sia l’unica piazza in Italia dedicata al Rotary.
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Nel cuore della Toscana la memoria dell’emigrazione dei pastori sardi

Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità.
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Nel cuore della Toscana prende forma un racconto di lavoro, identità e legalità: è quello dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento, oggi al centro del progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, presentato alla Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia (Siena).
Con il completamento dello Spazio della Narrazione, allestito nella Sala della Legalità della Tenuta – il più grande bene confiscato alla mafia in Italia – il progetto entra a pieno regime. Un luogo simbolico, messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa.
All’evento conclusivo ha partecipato l’assessora regionale Desirè Manca, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio virtuoso di connessione tra istituzioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro, nel segno della legalità, dell’inclusione e della valorizzazione delle identità.
Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità. «Non un museo, ma una narrazione», come ha spiegato il coordinatore Elio Turis, costruita attraverso percorsi multimediali, immersivi e sensoriali, dentro e fuori le Sale della Legalità, fino al Giardino Sardegna.
Presentati anche il volume Emigrazione Sarda nel Centro Italia, l’e-book, materiali divulgativi e installazioni digitali. Uno spazio vivo, aperto anche alle scuole, che custodisce e restituisce la memoria dell’emigrazione sarda come patrimonio condiviso.
Le visite sono prenotabili scrivendo a [email protected]
. Tutte le informazioni su www.emigrazionesardacentroitalia.it
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