I cani “eroi” della Guardia di Finanza incontrano i bimbi dell’ospedale Microcitemico di Cagliari (VIDEO)
In occasione del 243° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, le Fiamme Gialle del Comando regionale della Sardegna hanno fatto visita ai bambini ricoverati all’ospedale Microcitemico di Cagliari, per condividere anche con loro questa giornata di festa. I piccoli
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In occasione del 243° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, le Fiamme Gialle del Comando regionale della Sardegna hanno fatto visita ai bambini ricoverati all’ospedale Microcitemico di Cagliari, per condividere anche con loro questa giornata di festa.
I piccoli pazienti hanno assistito ad una dimostrazione dal vivo di come operano i cani antidroga dell’unità cinofila e hanno avuto modo di interagire con loro. Hanno poi ricevuto i gadget recanti il “Finzy” , il grifone simbolo della Guardia di Finanza.
Il Comandante Generale regionale Bruno Bartoloni ha sottolineato il ruolo sociale del Corpo a sostegno dei cittadini più bisognosi. Sono stati proiettati due video: il primo ha mostrato l’addestramento dei cani dell’unità cinofila e il secondo un sunto di come opera il Corpo. Bartoloni è stato ricevuto dal Direttore generale dell’Azienda ospedaliera Brotzu, Graziella Pintus, dal Direttore sanitario dello stesso, Vinicio Atzeni e dal Direttore sanitario del Microcitemico, Gabriella Nardi.
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Oristano, l’animalista Enrico Rizzi interviene sulla morte del cavallo alla Sartiglia: “Il vostro folklore uccide”

“Un cavallo non nasce per stare in mezzo alla folla, tra rumori, stress, asfalto, tensione e caos. Nasce per correre libero e vivere secondo la sua natura. Invece, ancora nel 2026, continuiamo a chiamare ‘tradizione’ ciò che per gli animali è sfruttamento”, scrive l’animalista.
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La morte di un cavallo alla Sartiglia di Oristano, avvenuta ieri prima ancora dell’inizio della celebre corsa, ha scatenato un acceso intervento dell’animalista Enrico Rizzi. In un post pubblicato sui suoi canali social, Rizzi ha espresso tutta la sua indignazione, suscitando un’ondata di reazioni e commenti tra cittadini, appassionati di cavalli e animalisti.
“Alla Sartiglia di Oristano, un cavallo è crollato a terra ed è morto prima ancora che iniziasse la corsa. Un infarto, dicono. Oggi leggiamo il dolore dei proprietari, le lacrime, la disperazione. Ma c’è una verità che nessun giornale vuole dire: di quel dolore il cavallo non se ne fa più nulla”, scrive Rizzi, sottolineando come amare un animale significhi proteggerlo e non esporlo a stress o pericoli per il divertimento umano.
Secondo Rizzi, la pratica della Sartiglia, pur celebrata come tradizione, mette i cavalli in condizioni incompatibili con la loro natura. “Un cavallo non nasce per stare in mezzo alla folla, tra rumori, stress, asfalto, tensione e caos. Nasce per correre libero e vivere secondo la sua natura. Invece, ancora nel 2026, continuiamo a chiamare ‘tradizione’ ciò che per gli animali è sfruttamento”, scrive l’animalista.
Il post prosegue con un’accusa diretta all’uomo: “Potete fare tutti i controlli veterinari che volete, potete parlare di fatalità, ma finché userete gli animali come strumenti per lo spettacolo queste morti avranno sempre un responsabile: l’uomo. Il rispetto per gli animali non si dimostra con le lacrime. Le vostre tradizioni continuano a uccidere. Lui è morto. Il vostro indegno folklore è ancora vivo. Questa è la vostra vergogna.”
Il messaggio di Rizzi ha acceso il dibattito sul ruolo degli animali nelle manifestazioni tradizionali, tra chi invoca il rispetto delle tradizioni locali e chi sostiene la necessità di una maggiore tutela degli animali coinvolti.
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