Bibliobus: nuova postazione. Anche al Poetto si potrà prendere libri in prestito e navigare in rete
A partire dal 20 maggio e per tutti i sabati fino al mese di settembre, il Bibliobus farà tappa al Poetto di Cagliari al Parco Ausonia. Dalle 9 alle 13, grazie a questo servizio di promozione alla lettura e all’informazione,
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A partire dal 20 maggio e per tutti i sabati fino al mese di settembre, il Bibliobus farà tappa al Poetto di Cagliari al Parco Ausonia. Dalle 9 alle 13, grazie a questo servizio di promozione alla lettura e all’informazione, chi frequenta le spiagge del capoluogo potrà consultare e prendere in prestito libri e riviste e conoscere le opportunità di lavoro e i concorsi banditi a livello locale e nazionale.
Il Bibliobus offre inoltre la possibilità di accedere a Internet attraverso due postazioni informatiche. A disposizione dei più piccoli, invece, giochi e libri per l’infanzia. Il Bibliobus raggiunge e collega quartieri e spazi cittadini ad alta frequenza di pubblico consentendo a chiunque di avvicinarsi al servizio bibliotecario e informativo comunale anche in luoghi non ancora provvisti di tali servizi.
Il Bibliobus è presente nelle maggiori manifestazioni organizzate sia dall’Amministrazione Comunale sia da altri Enti (ad esempio: Fiera Natale, Salone dell’orientamento, ecc.) diventando uno strumento per la promozione di tutti i servizi dell’Amministrazione Comunale, connotandosi come un “Infobus”. Il materiale ricevuto in prestito può essere restituito presso il Bibliobus stesso o, in alternativa, in una delle Biblioteche del Sistema Bibliotecario Comunale.
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In Sardegna si trova una villa che sembra nata da un disegno di Walt Disney: sapete dove si trova?

Tra leoni egizi, marmi delle Montagne Rocciose e iscrizioni latine: la monumentale opera di un artista autodidatta sardo che sembra nata dalla matita di Walt Disney.
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Dal nulla, quasi fosse un miraggio che sfida le leggi del tempo e dello spazio, appare una villa monumentale. Non è un reperto archeologico, né il capriccio di un magnate, ma una sintesi singolare di arte che affonda le radici nel Medio Oriente, nella Grecia classica e nei canoni del Rinascimento. È il frutto di vent’anni di lavoro incessante, di una determinazione che rasenta il misticismo, firmato da Peppino Dore.
A 86 anni, quest’uomo dalla tempra d’acciaio racconta una storia che inizia molto lontano. “Fin da fanciullo ho voluto realizzare quest’opera”, spiega con la serenità di chi ha quasi tagliato il traguardo. Ex panettiere con una fede incrollabile, Dore attribuisce ogni merito a quello che lui chiama, con un pizzico di ironia e immenso rispetto, il Direttore Generale: Dio.
Ciò che lascia senza fiato non è solo l’estetica, ma la genesi dei materiali. Una volta andato in pensione, l’artista ha viaggiato per il mondo non per riposare, ma per cercare i tasselli del suo mosaico. Ha disteso migliaia di pezzi minuscoli di marmo provenienti dal Portogallo, dall’Egitto, dall’Africa e persino dalle Montagne Rocciose degli Stati Uniti e le ha portati nella sua Mores, paese del Sassarese in cui si trova la villa.
Il risultato è un’opera certosina che si snoda per decine di metri. Lo sguardo del visitatore si perde tra teste di faraoni, leoni maestosi, fontane neoclassiche ed ex voto cristiani. Ovunque, incise sulla pietra, compaiono iscrizioni latine e il motto che guida ogni suo gesto: Domine, dirige nos (Signore, guidaci).
Il talento di questo autodidatta ha superato i confini nazionali, attirando l’attenzione della prestigiosa rivista britannica The World of Interiors, che ha dedicato ampio spazio a questa visione architettonica senza precedenti.
Eppure, nonostante l’imponenza di quella che è ormai nota come Villa Dore, l’opera non è ancora finita. Manca l’ultimo tassello, il più importante: la cappella promessa al Direttore Generale. I disegni sono pronti, i marmi pregiati sono già sul posto e la volontà dell’anziano artefice è più forte che mai. Peppino Dore spera solo di avere ancora il tempo necessario per consegnare le chiavi del suo sogno a Chi, fin da piccolo, gli ha indicato la via.
Foto di Andrea Venturini e Pierfrancesco Carta (per The World of Interiors), condivise dalla pagina De Rebus Sardois.
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