Quattro studenti cagliaritani scelti per uno stage in una delle più importanti società di consulenza in Europa
Quattro studenti dell’Università degli Studi di Cagliari cominceranno presto uno stage nelle sedi della Bip – Business Integration Partners, una delle principali società di consulenza in Europa, e altri sette sosterranno presto un nuovo colloquio per confermare di essere idonei
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nfatti 20 gli studenti sardi, laureandi e neo-laureati delle facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche e di Ingegneria e Architettura che hanno avuto la possibilità, nei locali del Centro per l’innovazione e l’imprenditorialità di UniCa, di farsi conoscere dai recruiter e dai manager della società secondo le modalità previste dal nuovo approccio. I candidati sono stati esaminati mentre lavoravano su progetti concreti in piccoli gruppi e durante successive occasioni di presentazione e confronto: un approccio che rende possibile l’osservazione di dinamiche e attitudini personali che emergono in maniera naturale e spontanea come di norma non accade durante una tradizionale intervista individuale.
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In Sardegna si trova una villa che sembra nata da un disegno di Walt Disney: sapete dove si trova?

Tra leoni egizi, marmi delle Montagne Rocciose e iscrizioni latine: la monumentale opera di un artista autodidatta sardo che sembra nata dalla matita di Walt Disney.
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Dal nulla, quasi fosse un miraggio che sfida le leggi del tempo e dello spazio, appare una villa monumentale. Non è un reperto archeologico, né il capriccio di un magnate, ma una sintesi singolare di arte che affonda le radici nel Medio Oriente, nella Grecia classica e nei canoni del Rinascimento. È il frutto di vent’anni di lavoro incessante, di una determinazione che rasenta il misticismo, firmato da Peppino Dore.
A 86 anni, quest’uomo dalla tempra d’acciaio racconta una storia che inizia molto lontano. “Fin da fanciullo ho voluto realizzare quest’opera”, spiega con la serenità di chi ha quasi tagliato il traguardo. Ex panettiere con una fede incrollabile, Dore attribuisce ogni merito a quello che lui chiama, con un pizzico di ironia e immenso rispetto, il Direttore Generale: Dio.
Ciò che lascia senza fiato non è solo l’estetica, ma la genesi dei materiali. Una volta andato in pensione, l’artista ha viaggiato per il mondo non per riposare, ma per cercare i tasselli del suo mosaico. Ha disteso migliaia di pezzi minuscoli di marmo provenienti dal Portogallo, dall’Egitto, dall’Africa e persino dalle Montagne Rocciose degli Stati Uniti e le ha portati nella sua Mores, paese del Sassarese in cui si trova la villa.
Il risultato è un’opera certosina che si snoda per decine di metri. Lo sguardo del visitatore si perde tra teste di faraoni, leoni maestosi, fontane neoclassiche ed ex voto cristiani. Ovunque, incise sulla pietra, compaiono iscrizioni latine e il motto che guida ogni suo gesto: Domine, dirige nos (Signore, guidaci).
Il talento di questo autodidatta ha superato i confini nazionali, attirando l’attenzione della prestigiosa rivista britannica The World of Interiors, che ha dedicato ampio spazio a questa visione architettonica senza precedenti.
Eppure, nonostante l’imponenza di quella che è ormai nota come Villa Dore, l’opera non è ancora finita. Manca l’ultimo tassello, il più importante: la cappella promessa al Direttore Generale. I disegni sono pronti, i marmi pregiati sono già sul posto e la volontà dell’anziano artefice è più forte che mai. Peppino Dore spera solo di avere ancora il tempo necessario per consegnare le chiavi del suo sogno a Chi, fin da piccolo, gli ha indicato la via.
Foto di Andrea Venturini e Pierfrancesco Carta (per The World of Interiors), condivise dalla pagina De Rebus Sardois.
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