Eccellenza, Ferrini e La Palma: altro stop. Promozione, Cogoni rilancia le ambizioni di salvezza del 2000.
canale WhatsApp

Il mondo del basket isolano si ferma per tributare l’ultimo saluto a uno dei suoi figli più amati. Se ne è andato Riccardo “Ricky” Panzan, un uomo che negli anni ’80 ha rappresentato l’essenza stessa dell’ala moderna: due metri di altezza, un fisico filiforme e nervoso, ma un temperamento da combattente puro che non concedeva sconti a nessuno sotto i tabelloni. La notizia della sua scomparsa, arrivata dopo una lunga e ingiusta sofferenza, ha scosso profondamente amici, ex compagni e semplici appassionati che ne ricordano non solo le doti atletiche, ma soprattutto la straordinaria caratura umana.
Cresciuto in quell’Esperia che negli anni Ottanta seppe costruire un gruppo formidabile, Panzan è stato uno dei pilastri della squadra che conquistò la Serie C nel 1983, al fianco di figure storiche. Chi lo ha visto giocare lo ricorda come un atleta capace di cambiare l’inerzia di una partita con una sola giocata. “Non aveva paura di nessuno”, scrivono oggi gli amici sui social, ricordando quella volta in cui, con un balzo prodigioso dalla lunetta, riuscì a stoppare un avversario della Gennargentu quasi scavalcando il proprio compagno di squadra in difesa.
Oggi l’ambiente cestistico cagliaritano e sardo si stringe attorno alla famiglia, ricordando quel “ragazzo d’oro” che sapeva essere un guerriero in campo e un amico leale fuori. Lunedì l’ultimo saluto, ma il ricordo di quel volo sotto canestro e della sua agilità straordinaria resterà impresso nella memoria di chi ha amato il grande basket di quegli anni.