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Il legame profondo tra la terra di Gergei e i suoi abitanti ha ricevuto l’abbraccio ufficiale delle istituzioni: Su Sessineddu è ufficialmente entrato a far parte del patrimonio culturale nazionale. Non si tratta di una semplice onorificenza, ma del riconoscimento di un manufatto che è l’anima stessa di una comunità, un intreccio sapiente di fibra vegetale, natura e devozione che da secoli accompagna la festa di San Biagio.
Questi oggetti identitari, noti come is sessineddus, traggono il nome dal “sessini”, lo scirpo palustre che viene lavorato con maestria attorno a una struttura di frutti e arricchito da elementi simbolici e alimentari. Portati in processione e benedetti, questi piccoli capolavori di architettura vegetale vengono poi regalati, diventando messaggeri di un linguaggio culturale che per i gergesi non ha eguali.
Il traguardo è il frutto di un meticoloso percorso di ricerca durato tre anni, nato da una sinergia esemplare tra la Soprintendenza di Cagliari, l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, l’amministrazione comunale e la Pro Loco.
Fondamentale è stato il coinvolgimento diretto della popolazione, che attraverso un processo partecipato ha permesso di individuare e tutelare un reperto rarissimo risalente alla fine dell’Ottocento.
Questo antico manufatto è stato riconosciuto come il prototipo storico di quello contemporaneo, dimostrando una continuità culturale straordinaria che rende Su Sessineddu un elemento esclusivo di Gergei. L’iniziativa rientra in un progetto d’avanguardia del Ministero della Cultura per la salvaguardia del patrimonio demoetnoantropologico, trasformando un gesto antico in un tesoro protetto per il futuro dell’intera nazione.