Cagliari. Al via il contest fotografico per immortalare le tante sfaccettature di Villanova, parla una delle organizzatrici
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È così piccolo che lo si attraversa in pochi minuti, ma racchiude secoli di storia e tradizioni. Il territorio comunale più piccolo della Sardegna è Modolo, un borgo della Planargia con appena 2,52 chilometri quadrati di estensione e circa 168 abitanti. Un primato curioso che lo vede davanti a Tinnura, Tadasuni, Boroneddu e Borutta. Non è però il meno popoloso dell’Isola: quel record appartiene a Baradili, che conta ancora meno residenti.
Modolo sorge a 134 metri sul livello del mare, a soli quattro chilometri da Bosa e a breve distanza dalla costa occidentale. È adagiato in una vallata circondata da colline dolci e fertili, tra uliveti secolari, ciliegi e vigne che disegnano un paesaggio pittoresco. Proprio il vino è uno dei suoi tesori: qui si produce un’eccellente Malvasia, raffinato vino da dessert e da meditazione, simbolo della tradizione vitivinicola della zona.
Le origini del nome potrebbero risalire al toponimo nuragico “Madala” oppure al latino “Modulus”, forse legato a un antico sistema di incanalamento delle acque sorgive. La presenza umana nel territorio è antichissima: nelle campagne circostanti si trovano domus de janas di epoca neolitica, mentre il centro abitato si sviluppò probabilmente in epoca punica, intorno al III secolo a.C.
Fenici, Cartaginesi e Romani lasciarono tracce del loro passaggio. Nel VII secolo d.C. arrivarono i monaci bizantini, che evangelizzarono la popolazione e fondarono la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, ancora oggi il principale monumento del paese. Nel corso dei secoli Modolo fece parte del Giudicato di Torres, passò sotto i Malaspina e poi nel Giudicato di Arborea; durante la dominazione spagnola divenne feudo dei Brondo e successivamente dei Paliacio, marchesi di Planargia. Con l’abolizione del feudalesimo divenne Comune autonomo e nel tempo fu inserito in diverse province fino all’attuale appartenenza a quella di Oristano.
Nel suo piccolo territorio si contano anche diversi nuraghi, tra cui Albaganes e Monte Nieddu, i resti di un antico convento domenicano e testimonianze di una villa romana. Un concentrato di storia, natura e tradizioni che dimostra come, in Sardegna, anche il Comune più piccolo possa custodire un patrimonio sorprendentemente grande.