Assalto fallito al portavalori a Nuoro. Ancora nessuna traccia dei banditi
Hanno fatto cilecca i due banditi che ieri mattina hanno bloccato un’auto sulla 131, a pochi chilometri da Nuoro, dando fuoco al mezzo e cospargendo la carreggiata di chiodi, nel tentativo di bloccare un mezzo della Sicurpol, proveniente da Sassari. Il portavalori,
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Hanno fatto cilecca i due banditi che ieri mattina hanno bloccato un’auto sulla 131, a pochi chilometri da Nuoro, dando fuoco al mezzo e cospargendo la carreggiata di chiodi, nel tentativo di bloccare un mezzo della Sicurpol, proveniente da Sassari.
Il portavalori, infatti, è transitato sulla corsia opposta e ha proseguito il suo percorso senza problemi. I malviventi, accortisi dell’errore nel loro piano, sono fuggiti. Le forze dell’ordine li cercano per tutta l’Isola. La 131 è rimasta bloccata per diverse ore costringendo gli automobilisti a imboccare percorsi alternativi.
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È morta Mariuccia Sannia: la storica imprenditrice che sfidò la Regione per salvare la tessitura sarda

Si è spenta a 92 anni la pioniera dell’imprenditoria femminile: portò il design nel Mandrolisai e difese l'arte del telaio davanti ai vertici della Regione.
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Samugheo perde una delle sue figlie più illustri, una donna che non è stata solo una custode della tradizione, ma una vera e propria rivoluzionaria della tessitura isolana. Si è spenta a 92 anni Mariuccia Sannia, storica tessitrice e imprenditrice, la cui vita sembra uscita da un romanzo di emancipazione e coraggio.
La storia di Mariuccia inizia nel 1955, quando apre il suo primo laboratorio. Erano anni complessi, segnati dagli interventi dell’OECE (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica), che miravano a sviluppare l’artigianato sardo ma che, inizialmente, avevano escluso Samugheo dai propri piani.
Sannia non accettò quel “no”. Con una tenacia fuori dal comune, si recò personalmente dal Presidente della Regione dell’epoca, Titino Melis, per perorare la causa della tessitura locale. Grazie alla sua insistenza, riuscì a ottenere una collaborazione cruciale per le indagini di mercato, fondendo i risparmi personali con una visione imprenditoriale moderna. La sua azienda arrivò a dare lavoro a 30 giovani donne, ottenendo commesse di prestigio nazionale.
Nel 1966, la vita la mise davanti a una scelta dolorosa: seguire il marito “continentale” lontano dall’Isola. Mariuccia lasciò il laboratorio a un’altra giovane realtà locale, ma il filo che la legava a Samugheo non si spezzò mai. «Era una donna forte, vivace e aperta. Confrontarsi con lei era un’esperienza formante», ricorda con commozione l’assessora alla Cultura di Samugheo, Elisabetta Sanna. «Le dobbiamo tantissimo per il suo apporto all’imprenditoria femminile».
Il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda (MURATS) l’ha salutata con gratitudine, definendola una figura “preziosa per la storia della tessitura”. Mariuccia aveva scelto di tornare nella sua terra per trascorrere gli ultimi anni e per esservi sepolta, chiudendo un cerchio iniziato davanti a un telaio quasi settant’anni fa. Oggi Samugheo la ricorda così: una donna bellissima e fiera, orgogliosa del suo abito tradizionale, che con la sua intelligenza ha saputo trasformare un’arte antica in una speranza per il futuro di un intero territorio.
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