Grandissima partecipazione a Cagliari per il 3° memorial “Giancarlo corre con noi”
Si è conclusa con enorme successo, la terza edizione del memorial “Giancarlo Corre con noi”, manifestazione sportiva organizzata da “Quelli del colle”, un gruppo di amici del quale faceva parte, appunto, lo scomparso Giancarlo. Arrivata al terzo appuntamento la gara
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Si è conclusa con enorme successo, la terza edizione del memorial “Giancarlo Corre con noi”, manifestazione sportiva organizzata da “Quelli del colle”, un gruppo di amici del quale faceva parte, appunto, lo scomparso Giancarlo.
Arrivata al terzo appuntamento la gara podistica, ha registrato quest’anno, il record di iscritti. Hanno partecipato tutte le categorie: dagli esordienti, ragazzi, cadetti , allievi, ai non competitivi ( ai quali è stata dedicata una corsa/camminata di 4400 m ) e infine gli atleti, tesserati Fidal ( junior,promesse e senior) che hanno corso la vera e propria gara di 9300 km.
“Lo scopo di questa manifestazione è ricordare Giancarlo e farlo nel migliore dei modi- racconta Efisio Contu, amico di Giancarlo, e tra gli organizzatori – Siamo molto soddisfatti di questa edizione, abbiamo registrato un’enorme partecipazione. Colgo l’occasione per ringraziare a nome mio e degli altri organizzatori, gli sponsor, senza i quali non avremmo potuto fare nulla, le nostre famiglie, sia per il lavoro fisico nell’aiutarci che nella pazienza e nel supporto che ci danno nell’organizzare tutto questo. ”
Alla domanda, la più importante: chi era Giancarlo Mura?, risponde commosso, “l’amico che tutti quanti noi avremmo voluto e dovuto avere. Onesto, corretto sempre pronto ad aiutare tutti, buono come pochi. Ecco perchè tutto questo, ecco perchè tutti noi dedichiamo il nostro tempo e il nostro cuore a questa giornata dedicata al nostro grande amico.
A prendere parola dopo le premiazioni, Carmine la sorella di Giancarlo: “ringrazio tutti voi di essere qui oggi, dagli organizzatori agli sponsor, siete sempre numerosi a ricordare Giancarlo. Per chi non avess avuto modo di conoscerlo, Giancarlo era un padre, un fratello, un amico meraviglioso, simpatico e generoso, sempre pronto a far sorridere gli altri.”
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Virginia Raffaele adotta Pintu, il cane di un pastore sardo conosciuto sul set del film “La vita va così”

L'attrice ha raccontato in un'intervista con Alessandro Cattelan la trasformazione del cane adottato sul set di Riccardo Milani: "È passato dai pascoli della Sardegna al divano con Netflix".
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Dietro le quinte di un film nasce spesso qualcosa di magico, ma per Virginia Raffaele l’ultima esperienza sul set in Sardegna ha portato un regalo che va ben oltre il successo cinematografico. Durante le riprese di “La vita va così” (2025), la pellicola diretta da Riccardo Milani, l’attrice ha incrociato lo sguardo di un cane locale e non è più riuscita a separarsene.
Il protagonista di questa favola moderna si chiama Pintu. In origine, il cane apparteneva a un pastore della zona e viveva immerso nel contesto rurale e selvaggio del territorio sardo, seguendo i ritmi duri della vita pastorale. Un mondo che fa da sfondo proprio alla trama del film, ispirato alla straordinaria storia vera di Ovidio Marras, il pastore diventato simbolo della resistenza contro la cementificazione delle coste.
Il legame tra l’attrice e il quattrozampe è scoccato immediatamente tra una pausa e l’altra delle riprese. In una recente chiacchierata carica di ironia nel podcast di Alessandro Cattelan, Virginia Raffaele ha raccontato con il suo inconfondibile stile la nuova vita del suo compagno d’avventure. Secondo l’attrice, Pintu ha affrontato con estrema rapidità (e un certo gradimento) quella che ha definito una vera e propria “transizione sociale”: in pochi mesi è passato dal correre dietro alle greggi sotto il sole dell’Isola a godersi il comfort domestico, trasformandosi ufficialmente in un “cane da divano con abbonamento a Netflix”.
Il film “La vita va così”, oltre a sancire questo incontro fortunato, rappresenta un omaggio alla Sardegna più autentica e alla figura di Marras, l’uomo che sfidò i colossi dell’edilizia per proteggere la sua terra. Proprio in quell’atmosfera carica di valori e tradizioni, Virginia Raffaele ha trovato un nuovo amico, portando con sé a Roma un pezzetto di quella Sardegna profonda che l’ha ospitata.
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