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Per un medico, abituato a gestire il dolore degli altri, ammettere la propria impotenza di fronte a una patologia personale non è mai facile. Eppure, è proprio questa la storia di Antonio Milia, 70 anni, neurologo di lungo corso e già direttore del reparto di Neurologia dell’ospedale Santissima Trinità. Una carriera passata a studiare il sistema nervoso, che si è scontrata con un mal di schiena diventato, nell’ultimo anno, un ostacolo insormontabile.
«La mia non era una voglia generica di tenermi in forma: io stavo male», racconta il dottor Milia. Il suo mal di schiena era diventato invalidante, costringendolo a un uso massiccio e costante di analgesici. «Negli ultimi tre mesi mi sono reso conto che anche i farmaci erano un rimedio parziale, non sostanziale. Spesso non riuscivo nemmeno ad andare al lavoro».
La svolta è arrivata con l’ingresso nel centro Recupera. Un impatto immediato che ha scardinato mesi di sofferenza: «Il miglioramento è stato subitaneo, dopo appena 10-15 giorni. Da medico posso dire che per la prima volta mi hanno insegnato a percepire parti del corpo che normalmente usiamo solo per automatismo». Oggi, a distanza di due mesi, il dolore è solo un ricordo.
Il caso del dottor Milia non è isolato. Recupera è diventato un punto di riferimento in Sardegna, consigliato da ortopedici, fisiatri e neurologi che non trovano risposte efficaci nelle terapie convenzionali. «Il fatto che i medici stessi si rivolgano a noi e ci indirizzino i loro pazienti è la conferma che il nostro approccio funziona», spiega Michele Corrias, fondatore del centro. Il cuore di questa efficacia risiede nella diagnostica del movimento. Non ci si limita a trattare il sintomo, ma si cerca la radice meccanica del problema attraverso oltre 70 test specifici che analizzano l’intero schema motorio.
Recupera non è una palestra convenzionale. È una struttura dove 14 professionisti specializzati in chinesiologia clinica e scienze motorie lavorano su programmi altamente personalizzati attraverso un’analisi profonda del problema attraverso cui si individuano squilibri anche lontani dal punto del dolore; consapevolezza motoria, grazie a cui il cliente impara a “sentire” e muovere il corpo in modo corretto e non da ultimo un ambiente empatico, un clima rilassato che, come sottolinea il dottor Milia, «invoglia la persona a venire volentieri».
Secondo Corrias, la storia del dottor Milia conferma una verità fondamentale: quando il dolore ha un’origine meccanica, coprirlo con un farmaco è inutile. Serve un’indagine accurata e un percorso consapevole. «Il movimento mirato è la medicina più potente: se sai dove e come applicarlo, può trasformare la vita di chi soffre da anni». Per chi ha perso fiducia nelle terapie tradizionali, il messaggio del dottor Milia e di Michele Corrias è chiaro: tornare a vivere pienamente, anche a 70 anni e dopo lunghi periodi di dolore cronico, non è solo possibile, ma è una realtà concreta. Recupera si trova a Cagliari in via dei grilli,1.