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Non è stata una fatalità improvvisa, ma una tragedia annunciata che si è consumata sotto gli occhi di tutti. L’associazione IHP (Italian Horse Protection) rompe il silenzio sulla morte della cavalla di soli 4 anni avvenuta poco prima della partenza della Sartiglia, diffondendo un video esclusivo che ricostruisce gli ultimi, drammatici istanti di vita dell’animale.
Le immagini, unite alle testimonianze oculari raccolte sul campo, compongono un quadro inquietante che mette sotto accusa la gestione della sicurezza e del benessere animale durante la storica giostra oristanese. Secondo l’associazione, la cavalla mostrava segni inequivocabili di sofferenza molto prima del crollo definitivo.
Il presidente di IHP, Sonny Richichi, analizza senza mezzi termini i fotogrammi del filmato: la cavalla appare visibilmente in difficoltà, sbanda, resta indietro rispetto ai compagni e reagisce con tensione agli incitamenti. Nonostante un’espressione stravolta e un equilibrio precario, l’animale sarebbe stato riportato a forza nel gruppo invece di essere immediatamente fermato e soccorso.
Le testimonianze raccolte confermano che il malessere era evidente già da tempo: camminata scomposta e movimenti innaturali che avrebbero dovuto far scattare i protocolli di emergenza. «Perché è stata costretta a continuare? Dove sono i tanto sbandierati controlli veterinari?», incalza Richichi, sottolineando come nel video non si veda alcun intervento medico nemmeno nei momenti immediatamente successivi al collasso.
L’associazione ha già annunciato l’intenzione di andare fino in fondo, chiedendo l’accesso immediato a tutta la documentazione sanitaria, alle certificazioni dei controlli pre-gara e agli esiti dell’autopsia. Si profila dunque una dura battaglia legale volta a accertare le responsabilità di chi doveva vigilare e non lo ha fatto.
Per IHP, quanto accaduto a Oristano è la conferma definitiva dell’anacronismo di simili manifestazioni. La posizione dell’associazione è netta: la tradizione non può essere un paravento per la crudeltà. Il rispetto per gli esseri senzienti impone una revisione profonda di questi spettacoli, definiti ormai come “scempi” che non hanno più posto nella società contemporanea.