Sabatini: “Strumentali e inutili le polemiche di Cappellacci contro l’operato dell’assessore Paci”
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Un appello forte, carico di interrogativi e dolore. A lanciarlo è Gianfranco Piscitelli, presidente di Penelope Sardegna, l’associazione che si occupa della ricerca e del supporto alle famiglie delle persone scomparse. Al centro del suo comunicato c’è ancora una volta la sorte di Martina Lattuca, la 49enne svanita nel nulla il 18 novembre 2025 tra le rocce a strapiombo della Sella del Diavolo, a Cagliari.
“Nulla si sa e nulla il mare ha restituito? Qualche dubbio e qualche domanda, forse? Che fine ha fatto Martina Lattuca?”, si chiede Piscitelli.
La donna, commessa e grande amante dei libri, era scomparsa in circostanze ancora avvolte nel mistero. Le ricerche, avviate immediatamente dopo la denuncia, avevano impegnato uomini e mezzi in mare e lungo la costa, con il coinvolgimento delle autorità competenti e delle squadre di soccorso. Ma, a distanza di mesi, nessuna risposta concreta è arrivata.
Nel suo intervento, il presidente di Penelope Sardegna richiama quanto accaduto dopo il passaggio del Ciclone Harry, che tra fine gennaio e febbraio 2026 ha flagellato il Mediterraneo. “Dopo il passaggio del Ciclone Harry, il mare nel Mediterraneo, in particolare tra Sardegna, Sicilia e Calabria, ha restituito detriti, rifiuti, frammenti di vita quotidiana e alghe, come la posidonia. Purtroppo la violenta mareggiata ha anche restituito i corpi di numerosi migranti, vittime di naufragi. Il mare ha restituito decine di corpi, descritto come un ‘cimitero mediterraneo’”.
Ed è proprio su questo punto che si concentra il suo interrogativo: “Ora io mi chiedo, come presidente di Penelope Sardegna e non solo, come mai dopo tante accurate ricerche in mare effettuate immediatamente dalle autorità per Martina Lattuca, la 49enne svanita nel nulla tra le rocce della Sella del Diavolo, nulla si sa e nulla il mare ha restituito? Qualche dubbio e qualche domanda, forse? Che fine ha fatto Martina Lattuca?”.
Un quesito che non vuole alimentare polemiche, ma mantenere alta l’attenzione su una vicenda che rischia di scivolare nel silenzio. Penelope Sardegna rinnova così l’invito a non abbassare la guardia e a continuare a cercare la verità, per dare risposte alla famiglia e a una comunità che attende ancora di sapere cosa sia accaduto quel 18 novembre.