Ebola. Dall’esperienza sarda nuove dritte per il protocollo nazionale
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Una foto che rimbalza sui social, migliaia di visualizzazioni, eppure il vuoto. Per Nonno Giosuè, il cane anziano trovato domenica scorsa sotto la pioggia battente in via Carducci a Olbia, non è arrivata nessuna telefonata, nessun messaggio di preoccupazione. Nessuno lo ha cercato, nessuno ha finto di averlo perso. Sembra un fantasma del passato di cui qualcuno ha deciso di liberarsi proprio nel momento della massima fragilità.
La storia di Giosuè è iniziata il 15 marzo, quando una cittadina lo ha notato lungo la strada, solo e visibilmente spaesato. La donna non lo ha lasciato solo, rimanendo al suo fianco sotto l’acqua fino all’arrivo delle Guardie AGES, che lo hanno trasferito al rifugio I Fratelli Minori della Lida di Olbia. Un cane anziano, malato, senza microchip: l’identikit perfetto di chi viene considerato un peso da smaltire piuttosto che un compagno di vita da accudire fino all’ultimo.
L’appello della Lida è un grido contro l’indifferenza: i cani anziani non sono scarti. Sono anime che hanno dato tutto e che meritano di chiudere gli occhi circondati dall’amore, non abbandonati su un marciapiede. Nonostante il tam-tam mediatico, l’assenza di microchip rende impossibile risalire ufficialmente alla proprietà, un’omissione che spesso nasconde la volontà di non essere rintracciabili in caso di abbandono. L’associazione ricorda che la microchippatura non è solo un atto d’amore, ma un obbligo di legge che può salvare la vita agli animali.
Giosuè ora è al sicuro, riceve le cure necessarie e quel calore che gli è stato negato proprio quando ne aveva più bisogno. Ma la sua casa resta un mistero. Chiunque avesse informazioni sulla sua provenienza o volesse aiutare il rifugio a sostenere le spese per le sue cure può contattare la Lida di Olbia ai seguenti recapiti:
Telefono: 333 4312878
Email: [email protected]
Indirizzo per spedizione aiuti: Rifugio I Fratelli Minori, via Dei Cestai 26 – 07026 Olbia (SS)
Le donazioni possono essere effettuate tramite i canali ufficiali presenti sul sito dell’associazione. La speranza è che, se non una famiglia del passato, Giosuè possa trovare almeno una catena di solidarietà per i suoi ultimi anni.