Terzo appuntamento con la “Bottega delle arti e del pensiero” mercoledì 29 al Teatro Massimo
canale WhatsApp

La Presidente della Regione ed assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, ha inaugurato questa mattina il nuovo OBI (Osservazione Breve Intensiva del Pronto Soccorso) e il nuovo servizio di Aferesi. Accompagnata dal direttore generale dell’ARNAS “G. Brotzu”, Maurizio Marcias, dal direttore del Pronto Soccorso, Fabrizio Polo, dalla direttrice del Centro di Immunoematologia e Trasfusionale, Giulia Fadda, e dai capi dipartimento e dai direttori di struttura, la Presidente ha visitato le nuove strutture del “San Michele” di Cagliari.
“Con l’attivazione dell’OBI e il potenziamento del Servizio di Aferesi rafforziamo in modo concreto la rete dell’emergenza-urgenza, riducendo i tempi di attesa dei ricoveri e, quindi, la pressione sui reparti. Inoltre, con il Servizio di Aferesi investiamo sulle strutture logistiche moderne per ampliare l’uso delle terapie più innovative a sempre più giovani sardi”, ha dichiarato la Presidente Alessandra Todde, che poi ha aggiunto: “È un risultato importante che coniuga appropriatezza organizzativa, qualità clinica e diritto alla cura. Ci avviciniamo a un obiettivo impensabile fino a poco tempo fa: evitare ai giovani pazienti talassemici di effettuare trasfusioni periodiche”.
“L’OBI rappresenta un tassello strategico nella riorganizzazione dei percorsi di emergenza-urgenza: consente una gestione più efficiente dei tempi di attesa dei ricoveri, riduce la pressione sui reparti di degenza e aumenta la sicurezza clinica, grazie a un monitoraggio strutturato e multidisciplinare. Parallelamente, il potenziamento del Servizio di Aferesi consolida il ruolo dell’Azienda nell’ambito delle terapie ad alta complessità, dalla plasmaferesi terapeutica alla raccolta di cellule staminali per CAR-T e terapia genica. Si tratta di investimenti mirati che qualificano ulteriormente la nostra offerta assistenziale, riducono la mobilità sanitaria e rafforzano la capacità del sistema regionale di garantire prestazioni di alta specialità ai cittadini sardi”, ha dichiarato il direttore generale del Brotzu, Maurizio Marcias.
Gli interventi, avviati nel dicembre 2024, hanno comportato un investimento complessivo di circa un milione di euro e rafforzano in modo significativo l’offerta assistenziale del principale centro ospedaliero regionale.
Il nuovo OBI (Osservazione Breve Intensiva), afferente al Pronto Soccorso diretto da Fabrizio Polo, dispone attualmente di sei posti letto, con un ulteriore incremento previsto nei prossimi mesi. La struttura consente di sottoporre i pazienti a un periodo di osservazione clinica monitorata, evitando ricoveri impropri. In questo modo è possibile seguire l’evoluzione del quadro clinico senza interessare i reparti di degenza o l’area di emergenza-urgenza. L’OBI rappresenta uno strumento organizzativo fondamentale per migliorare l’appropriatezza dei ricoveri, ottimizzare la gestione dei flussi e garantire maggiore qualità e sicurezza delle cure.
Il rinnovato Servizio di Aferesi, afferente al Centro di Immunoematologia e Trasfusionale diretto da Giulia Fadda, è stato adeguato agli standard assistenziali più avanzati e rafforza un’attività strategica a livello regionale. Tre le principali linee operative:
Scambio plasmatico (plasmaferesi terapeutica) per pazienti con patologie ematologiche e neurologiche;
Produzione di cellule staminali per terapie CAR-T;
Raccolta di cellule staminali per percorsi di terapia genica, in particolare per i pazienti talassemici.
Nel caso della terapia genica, le cellule staminali vengono prelevate in Sardegna, inviate in centri altamente specializzati negli Stati Uniti (California) o in Scozia (Roslin, vicino a Edimburgo), dove vengono ingegnerizzate e successivamente reinfuse nel paziente. Il trattamento può determinare una regressione della malattia fino all’interruzione delle trasfusioni, configurandosi, nei fatti, come un percorso di guarigione.
Il servizio è strategico soprattutto per i giovani pazienti sardi affetti da talassemia, in particolare fino ai 35 anni, e consente di incrementare l’attività terapeutica evitando la mobilità sanitaria. Sono già due i primi pazienti giovani sottoposti a raccolta di cellule staminali per terapia genica, uno proveniente da Ozieri e uno da Carbonia. Ulteriori trattamenti sono già calendarizzati.
Il rinnovamento delle due strutture consolida il ruolo dell’Azienda come centro di riferimento regionale per l’alta specialità.
Con l’attivazione del nuovo OBI e il potenziamento del Centro di Aferesi, si rafforza il sistema sanitario sardo compie un ulteriore passo avanti nel miglioramento del sistema di emergenza-urgenza e nelle terapie avanzate, rafforzando la capacità del sistema di offrire risposte tempestive e innovative ai bisogni di salute dei cittadini.