Terzo appuntamento con la “Bottega delle arti e del pensiero” mercoledì 29 al Teatro Massimo
canale WhatsApp

In un Libano meridionale segnato dai persistenti scambi di fuoco, il contingente italiano della missione UNIFIL ha segnato un punto cruciale nella gestione dell’emergenza umanitaria. Lo scorso 13 marzo, i militari della Brigata Sassari hanno portato a termine una massiccia operazione di soccorso, consegnando oltre 13 tonnellate di beni di prima necessità alla popolazione civile di Tiro, stremata dal conflitto tra Israele e Hezbollah.
L’intervento si inserisce nel quadro dei costanti sforzi profusi dai Caschi Blu italiani per lenire le sofferenze degli sfollati interni, costretti ad abbandonare le proprie case a causa della recente escalation militare. Il carico, composto prevalentemente da alimenti confezionati, includeva anche forniture mediche essenziali, farmaci e kit per l’igiene personale, destinati a chi ha perso tutto sotto il peso delle esplosioni.
La cerimonia di consegna è avvenuta nel cuore di Tiro, dove il Generale di Brigata Andrea Fraticelli, comandante del Settore Ovest di UNIFIL e della missione italiana, ha affidato il materiale alle autorità locali. A ricevere il contributo sono stati Hassan Dbouk, presidente dell’Unione dei Comuni di Tiro, e Mhana Mortada, direttore della locale Unità di Gestione delle Emergenze. Sarà proprio questa struttura a gestire la distribuzione capillare tra le oltre 13.000 persone che attualmente affollano i centri di accoglienza della zona, fuggite dai villaggi situati a ridosso della Linea Blu.
L’operazione è il frutto di una sinergia tra istituzioni e solidarietà civile. Le risorse sono state stanziate dal Ministero della Difesa italiano, con il prezioso supporto della Fondazione Banco Farmaceutico e del Rotary Club Vignola Castelfranco Emilia Bazzano, a dimostrazione di un sistema-paese che risponde unito alle crisi internazionali.
La situazione sul campo resta drammatica: le stime delle autorità libanesi parlano di oltre mezzo milione di profughi a sud del fiume Litani dall’inizio di marzo. In questo scenario di estrema precarietà, la presenza e il sostegno della Brigata Sassari rappresentano non solo un aiuto materiale, ma un segnale di stabilità e vicinanza umana in una delle aree più calde dello scacchiere mediorientale. Fonte Unifil.