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Dietro le quinte di un film nasce spesso qualcosa di magico, ma per Virginia Raffaele l’ultima esperienza sul set in Sardegna ha portato un regalo che va ben oltre il successo cinematografico. Durante le riprese di “La vita va così” (2025), la pellicola diretta da Riccardo Milani, l’attrice ha incrociato lo sguardo di un cane locale e non è più riuscita a separarsene.
Il protagonista di questa favola moderna si chiama Pintu. In origine, il cane apparteneva a un pastore della zona e viveva immerso nel contesto rurale e selvaggio del territorio sardo, seguendo i ritmi duri della vita pastorale. Un mondo che fa da sfondo proprio alla trama del film, ispirato alla straordinaria storia vera di Ovidio Marras, il pastore diventato simbolo della resistenza contro la cementificazione delle coste.
Il legame tra l’attrice e il quattrozampe è scoccato immediatamente tra una pausa e l’altra delle riprese. In una recente chiacchierata carica di ironia nel podcast di Alessandro Cattelan, Virginia Raffaele ha raccontato con il suo inconfondibile stile la nuova vita del suo compagno d’avventure. Secondo l’attrice, Pintu ha affrontato con estrema rapidità (e un certo gradimento) quella che ha definito una vera e propria “transizione sociale”: in pochi mesi è passato dal correre dietro alle greggi sotto il sole dell’Isola a godersi il comfort domestico, trasformandosi ufficialmente in un “cane da divano con abbonamento a Netflix”.
Il film “La vita va così”, oltre a sancire questo incontro fortunato, rappresenta un omaggio alla Sardegna più autentica e alla figura di Marras, l’uomo che sfidò i colossi dell’edilizia per proteggere la sua terra. Proprio in quell’atmosfera carica di valori e tradizioni, Virginia Raffaele ha trovato un nuovo amico, portando con sé a Roma un pezzetto di quella Sardegna profonda che l’ha ospitata.