Musica. La viola tra settecento e novecento domenica alla Galleria d’arte
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Per chi ama il brivido della ricerca, il piacere di rovistare tra le bancarelle o la speranza di scovare l’affare del secolo nascosto tra pile di oggetti improbabili, Cagliari è una miniera d’oro. La città ha trasformato l’arte del riuso e del collezionismo in un rito domenicale che, pur cambiando pelle e luogo nel corso dei decenni, non ha mai perso il suo fascino magnetico.
I cagliaritani “doc”, specialmente quelli che hanno superato i quaranta, non possono che guardare con nostalgia alle domeniche mattina degli anni ’80 e ’90. Il “salotto buono” della città, la splendida terrazza del Bastione di Saint Remy, si trasformava in un bazar a cielo aperto. Era un mondo sospeso tra il collezionismo e la necessità: c’era chi cercava un pezzo d’antiquariato e chi, con un pizzico di ironia amara, andava a ricomperare la propria autoradio rubata la sera prima.
Si vendeva di tutto: dagli interruttori per riparare vecchi impianti elettrici alle cianfrusaglie pescate negli armadi delle nonne per racimolare le “diecimila lire” necessarie per la benzina. Tra venditori abituali e improvvisati, sotto lo sguardo attento ma rassegnato dei vigili, il Bastione era il cuore pulsante di una città che sapeva dare valore anche alla burrumballa.
Con l’arrivo del nuovo millennio, la geografia dell’usato è mutata. Il mercatino ha lasciato le eleganti mura del Bastione per trasferirsi prima in Viale Trento — mantenendo ancora quel sapore di rigore dell’usato, prima dell’avvento della merce contraffatta — per poi approdare, dopo lo stop forzato della pandemia, nella sua attuale dimora.
Oggi, il testimone è passato ufficialmente al Mercatino Cuore di Sant’Elia. Ogni domenica mattina, l’area parcheggi dell’ex stadio si trasforma in un vivace e coloratissimo bazar. Non è solo un luogo di commercio, ma un punto di ritrovo sociale dove si mescolano collezionisti a caccia di vinili rari, appassionati di lettura che sfogliano fumetti d’epoca e famiglie in cerca di abbigliamento a prezzi stracciati.
A Sant’Elia l’atmosfera è vibrante. Si respira l’antica arte della trattativa: ogni acquisto, dopo un sapiente “tira e molla” sul prezzo, viene vissuto come una piccola vittoria personale. I venditori, veterani della piazza, sanno che ogni giornata è una scommessa: «Si vende bene?» chiediamo. «Dipende dalla giornata», rispondono con la filosofia di chi ha visto passare decenni di mercati, mode e generazioni.
Nato come alternativa allo storico appuntamento di Viale Trento, il mercatino di Sant’Elia è oggi più vivo che mai. È il segno che, nonostante il passare degli anni e il cambio della zona, lo spirito del cercatore di tesori che animava il Bastione continua a battere forte nel cuore di Cagliari.