Il container della solidarietà alla volta dell’Africa: due ambulanze per il Centro Ospedaliero in memoria di Franco Laconca
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Un uomo di circa 70 anni, gravemente malato e affetto da evidenti disturbi psichici, vive da solo in un appartamento al secondo piano in condizioni che possono essere definite senza esitazione di abbandono totale: senza energia elettrica, senza cibo, in un’abitazione sporca, maleodorante e completamente fuori controllo dal punto di vista igienico-sanitario.
Nei giorni scorsi la situazione è precipitata. Alle ore 10:40 del mattino, l’anziano è caduto dalle scale, ferendosi. È stato necessario chiamare il 118. Un vicino di casa ha trascorso oltre due ore con lui e con l’ambulanza, assistendo a una scena che ha lasciato sgomento anche gli operatori sanitari, i quali hanno potuto constatare direttamente le condizioni in cui l’uomo vive.
Secondo quanto emerso, l’anziano non è privo di familiari: avrebbe tre sorelle, ma nessuna di loro si occupa concretamente di lui. Una di esse percepisce la sua pensione, senza però garantire alcuna forma di assistenza: niente cibo, niente utenze, nessuna cura, nessuna presenza. L’uomo sarebbe rimasto anche tre giorni senza mangiare, costretto talvolta a chiedere aiuto ai vicini.
Emblematico un episodio avvenuto nella notte: alle tre del mattino l’anziano ha suonato a un vicino per chiedere semplicemente una bottiglia d’acqua. In altre occasioni, alcuni residenti gli hanno comprato pane e affettati per evitare che restasse completamente senza cibo.
L’uomo è inoltre sottoposto a braccialetto elettronico, con frequenti controlli da parte dei Carabinieri. Tuttavia, secondo quanto riferito dai residenti, non risulterebbero relazioni formali sulle condizioni di degrado e abbandono in cui vive, nonostante gli accessi quasi quotidiani.
Il cittadino che ha effettuato la segnalazione ha scritto agli Assistenti Sociali di Olbia e al Centro di Salute Mentale, descrivendo nel dettaglio una situazione di grave disagio psico-sociale, pericolosa sia per l’anziano sia per il condominio: urla notturne, stazionamento sulle scale a qualsiasi ora, comportamenti disorganizzati, apparizioni nude negli spazi comuni, rumori continui che generano paura e preoccupazione.
Ad oggi, però, nessuna risposta concreta sarebbe arrivata dagli enti segnalati.
Nel frattempo, emerge un ulteriore dettaglio inquietante: una donna si recherebbe ogni martedì a “pulire” l’appartamento, ma lo stato dell’abitazione — descritta come estremamente sporca e maleodorante — farebbe dubitare che tale intervento sia reale o adeguato. La casa sarebbe sotto sopra, invivibile, incompatibile con una vita dignitosa.
Di fronte al silenzio delle istituzioni, il cittadino ha inviato ulteriori segnalazioni ad associazioni del territorio e ha annunciato che, in assenza di interventi immediati, procederà con nuove segnalazioni formali alle forze dell’ordine, citando anche gli enti già informati e rimasti inattivi.
«Questa situazione mi fa stare male — racconta — perché qui non si tratta solo di disagio, ma di una persona fragile lasciata sola, senza tutele, senza dignità. Continuerò a monitorare tutto molto da vicino affinché questo signore abbia finalmente le cure e l’assistenza che gli spettano». Chi tutela davvero le persone fragili quando la famiglia è assente e le istituzioni non rispondono? E soprattutto: quante situazioni simili restano invisibili, chiuse dietro una porta, finché qualcuno non trova il coraggio di raccontarle? “Io mi sono mosso contattando le istituzioni tra cui CENTRO DI SALUTE MENTALE, ASSISTENTI SOCIALI, E VARIE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO AD OLBIA questa mattina mi ha risposto finalmente la dottoressa Alessandra Salis di Assistente Sociale Ufficio Disabilità e Non Autosufficienza”.