Tortolì. Rivoluzione nel traffico per concludere i lavori nella rotonda di via Gen.Toxiri.
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Dopo quindici anni di assenza, il Giro di Sardegna torna finalmente sulle strade dell’Isola. Un ritorno atteso che unisce sport, promozione del territorio e valorizzazione del patrimonio culturale. L’evento si svolgerà dal 25 febbraio all’1 marzo e vedrà al via 175 ciclisti appartenenti a 25 squadre, impegnati in cinque tappe per un totale di 830 chilometri.
La corsa partirà da Castelsardo e si concluderà a Olbia, attraversando una Sardegna lontana dai consueti circuiti balneari e più legata all’entroterra, ai paesaggi selvaggi e ai piccoli centri. Una scelta non casuale: l’obiettivo è raccontare un’Isola diversa, meno conosciuta ma ricca di storia, natura e identità.
Il progetto, presentato ufficialmente dalla Regione, è pensato come una vera operazione turistico-sportiva. Il percorso toccherà anche alcuni dei nuovi siti riconosciuti dall’Unesco, come le domus de janas e i nuraghi, simboli millenari della civiltà sarda. In questo modo il grande ciclismo diventa anche un potente strumento di promozione culturale.
«Lo sport è protagonista, ma questo Giro è anche un modo per far conoscere la Sardegna», è il messaggio che accompagna l’iniziativa. Portare una competizione internazionale sulle strade dell’Isola significa mostrare al mondo paesaggi, borghi e tradizioni che spesso restano fuori dai circuiti turistici più battuti.