Aprono nuovi cantieri in 101 comuni dell’isola per 70 milioni di euro.
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Nel corso della cerimonia di inaugurazione del 405° Anno Accademico dell’Università di Cagliari, uno dei momenti più significativi è stato dedicato agli interventi delle studentesse e degli studenti, protagonisti della vita quotidiana dell’Ateneo.
Due testimonianze diverse, ma unite da una visione comune: la conoscenza come strumento per costruire il futuro. A rappresentare la comunità studentesca internazionale è stato Balde Thierno Mamadou Saidou, che ha condiviso un intervento intenso dedicato al valore dell’istruzione come percorso di emancipazione e libertà.
Nel suo racconto il cammino verso l’università attraversa simbolicamente deserti e mari, fino ad arrivare ai banchi di UniCa, trasformando l’esperienza accademica in uno spazio di incontro tra culture, dialogo e crescita. L’università, è stato sottolineato, non è soltanto un luogo di formazione intellettuale, ma anche un ambiente in cui si superano barriere e si costruiscono relazioni fondate sul confronto e sulla condivisione.
A portare la voce della comunità studentesca è stata invece Silvia Cotza, che ha posto l’attenzione sul ruolo strategico della ricerca e sulla necessità di rafforzare le opportunità di sviluppo nel territorio. Il riferimento è stato rivolto in particolare al progetto internazionale dell’Einstein Telescope, che potrebbe rappresentare per la Sardegna una grande occasione scientifica e tecnologica, capace di attrarre competenze, investimenti e nuove prospettive di crescita. L’ascolto dell’universo attraverso la ricerca scientifica è stato presentato come metafora della costruzione del futuro, un futuro fatto di innovazione, sviluppo e possibilità concrete per le nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori che desiderano contribuire alla crescita della propria terra.
Gli interventi hanno richiamato il significato più profondo della missione dell’Università di Cagliari, che nel celebrare i suoi 405 anni di storia continua a essere un luogo di formazione, apertura e innovazione, capace di accogliere sogni e talenti provenienti da tutto il mondo e di contribuire allo sviluppo culturale, scientifico e sociale dell’intera Sardegna. Buon cammino a Thierno, a Silvia e ai 25.000 studenti dell’Ateneo, cuore pulsante della comunità universitaria e protagonisti del futuro